È stata la Piccola Polonia del sud, lo scenario che ha portato giornalisti da ogni parte del mondo a partecipare alla 5^ ed. della Coppa del Mondo di Ciclismo riservata ai media.
a cura della redazione, foto di Leonardo Olmi e Marczewski Przemysław.

Da mercoledì 31 maggio a venerdì 2 giugno si è svolta nella città termale di Krynica-Zdrój in Polonia, la 5^ edizione della Media World Cup, ovvero la prova unica di Coppa del Mondo di mountainbike riservata ai Giornalisti. Tra i partecipanti anche il nostro Leonardo Olmi in rappresentanza dell’Italia e del nostro magazine online Cycling360.net. Erano presenti rappresentati dei media provenienti un po’ da tutto il mondo: Belgio, Olanda, Norvegia, Spagna, Ungheria, Polonia, Germania, Francia, USA, Canada e Italia.


La gara è andata in scena venerdì 2 giugno con partenza sotto alla famosa e bellissima torre d’osservazione di Krynica-Zdrój sul Monte Parkowa, nella contea di Nowy Sącz. Siamo nella regione meridionale di Malopolska in quella che viene chiamata la Piccola Polonia del sud, ai confini con la Slovakia. Il patrono onorario era il Ministro Polacco dello Sport e del Turismo. Sig. Kamil Bortniczuk, mentre il Deus ex machina era l’instancabile Marius Herman fondatore della Media World Cup Foundation.



Il quartier generale dell’evento era presso l’Hotel Pegaz, posto a solo tre chilometri dal centro di Krynica-Zdrój, immerso nel verde ed ai piedi di uno dei tanti impianti di risalita della cittadina turistica che oltre ad essere un centro termale è anche una località sciistica d’inverno e meta ambita dagli amanti del trekking e della mountainbike d’estate. L’Hotel Pegaz, oltre ad essere un 4 stelle con centro Spa, era anche fornito di parcheggio privato, stanza deposito per le bici ed un ottimo ristorante, anche se il centro città, forniva di per se altrettanti ristoranti, pub, gelaterie e di tutto di più.



Quindi davvero un’ottima scelta quella di Marius Herman apprezzata da tutto il gruppo dei media. Chi, a differenza del sottoscritto che è andato in auto portando la propria bici, ha preso un aereo poteva tranquillamente noleggiarne una attraverso il fornitissimo bike-rent locale. Il giovedì era dedicato ad una pedalata con E-Bike fornite dall’organizzazione lungo le ciclabili ed alcuni tratti gravel nei dintorni di Krynica-Zdrój, con partenza e rientro dal’Hotel Pegaz.




Mentre la giornata di mercoledì era dedicata, per chi lo desiderava, alla prova del circuito lungo il quale si sarebbe tenuta la gara di mountainbike di venerdì 2 giugno. Il venerdì pomeriggio dopo la gara era previsto un trasferimento a Cracovia con soggiorno per due notti all’Hotel Marriott e quindi un’altra pedalata turistica al sabato prima della ripartenza verso casa alla domenica mattina.

Ma veniamo a raccontarvi com’è andata la competizione: al pronti via Leonardo Olmi, che nei giorni precedenti aveva provato il percorso del circuito da ripetersi tre volte, parte subito a tutta per affrontare davanti la discesa. Scelta quasi sempre obbligata nelle gare di mountainbike, dove è quasi impossibile superare nei single track. Grazie alla sua Epic S-Works, preparata dalla Cicli Taddei, si avvantaggia di quasi mezzo minuto sul suo diretto inseguitore, ma un cambio di fettucce in fondo alla discesa, fatto all’ultimo la mattina della gara, gli fa sbagliare strada.

Olmi imbocca il bivio che aveva memorizzato nei giorni precedenti, ma viene richiamato dai giudici di gara e invitato a rientrare sul tracciato. Questa operazione lo costringe ad un fuori giri per tornare indietro, dove trova il secondo concorrente che nel frattempo si era avvantaggiato di un centinaio di metri.

Il circuito, anche se non era troppo lungo, però non dava un attimo di respiro. Era un po’ come fare una gara a cronometro, sempre a tutta o meglio una cronoscalata seguita da una discesa e poi di nuovo la stessa cronoscalata, per tre volte, neanche un attimo di respiro, nessun tratto di pianura dove poter tirare il fiato, come del resto sono quasi tutte le gare di mountainbike.



Quindi, esattamente come si fa per una cronometro, era fondamentale un’ottima idratazione con sali minerali prima di partire, ma anche durante la gara viste le alte temperature che procuravano un elevata sudorazione, ma anche un gel dieci minuti prima della partenza (per zuccheri ad assorbimento rapido) insieme ad una fiala di guaranà con la caffeina che dà un po’ di “sveglia”.


Ma era importante avere anche un altro gel in tasca da prendersi dopo una mezz’ora, del Supafit Muscle (amminoacidi liquidi di rapida assimilazione) e volendo un’altra fiala di guaranà prima del finale. Per tutti questi prodotti Leonardo Olmi si è affidato alla Inkospor, una delle aziende più serie ed affidabili che produce integratori alimentari in Germania e li distribuisce in Italia grazie a Inkospor-Italia. Anche l’abbigliamento aveva la sua importanza e sotto al body della Nazionale Italiana Olmi indossava un intimo retato smanicato Think+ prodotto da MB Sport ad Agliana (PT) tutto Made in Italy.

Dopo la partenza si entrava subito nel bosco, con un tratto vallonato e qualche breve strappo che portava ad affrontare una discesa non troppo tecnica ma veloce, al termine della quale c’era subito questa rampa di 500 mt al 20% per poi addolcirsi, ma ritornare di nuovo al 16% nei pressi dell’arrivo sotto alla bellissima Torre d’Osservazione del Monte Parkova.



Una volta superato dal concorrente Norvegese Martin Ljøstad, Olmi lo tiene a tiro, ma ogni volta che prova a portarsi sotto, il nordico gli recupera qualcosa. Non lo possiamo chiamare collega dato che poi ha confessato non essere un “Media”, ma semplicemente un ospite invitato dall’organizzazione per fare promozione turistica della Polonia in Norvegia.


Vabbè non vogliamo aprire nessuna polemica, andiamo avanti… Nel frattempo Olmi tiene a distanza di sicurezza il terzo biker (il corridore di casa polacco) che lo segue con un ritardo di 1’15” e punta alla conquista della sua terza maglia iridata, dato che la seconda posizione assoluta gli sarebbe valsa come vincitore della categoria M3 over 45 anni, anche se Olmi è un 59enne classe 1964.


Un po’ di rammarico per Leonardo, a causa di quello sbaglio di percorso, quando vede tagliare il traguardo a mani alzate, a soli 15” davanti a lui, il vincitore assoluto di 36 anni (non media) categoria M2. Niente da fare contro la differenza d’età di ben 23 anni. Nonostante i suoi duri allenamenti e la tempra ereditata dal padre Giorgio 93enne, che lo ha accompagnato e supportato nella lunga trasferta in auto verso la Polonia, di più il fiorentino di Tavarnuzze non è riuscito a fare.


La lunga trasferta è stata ripagata e l’obbiettivo è stato comunque raggiunto, ossia quello di vincere il suo terzo titolo mondiale in carriera con la maglia azzurra della nazionale italiana. I due mondiali precedenti, Leonardo gli aveva conquistati proprio in Polonia nel 2019 con la vittoria di categoria sia nella mountainbike che su strada. Olmi rientra a casa dalla Polonia con due medaglie, un oro e un argento, un bellissimo trofeo da esporre in bacheca insieme agli altri. Tra le donne ha dominato la giornalista polacca Ewelina Bojdzinska, arrivata al traguardo poco prima di Karolina Chwiej, la terza è stata Patrycja Furca.


Dobbiamo dire che è stata una 5^ edizione di una Media World Cup sempre in crescita tra le più numerose fatte fino ad oggi, con oltre cinquanta partecipanti, e con una concorrenza spietata, dato che anche in Polonia, negli ultimi anni, il ciclismo e la passione per la mountainbike sono sempre più in crescita.



Chi, come il nostro Leonardo Olmi, ha optato per unire l’agonismo al turismo è giunto in Polonia con qualche giorno di anticipo, dove oltre ad avere il tempo per studiare il percorso di gare, poteva andarsi a fare anche una bella pedalata lungo le piste ciclabili ed il bike-park che circondano la cittadina Krynica-Zdrój con percorsi e sentieri da down-hill di vario livello che partivano proprio dalla torre d’osservazione presso la quale ci si poteva arrivare anche con la seggiovia adibita a trasporto bici. Il tutto perfettamente organizzato dalla società che la gestisce, la Slotwiny Arena, che era anche sponsor ed organizzatore del Media World Cup 2023.



Devo dire che il controllo del tracciato durante la competizione è stato sicuramente all’altezza di quello che si compete ad una gara di mountainbike e ad una Coppa del Mondo, seppur dei giornalisti, con tanto di tifo della gente locale, che ci ha fatti sentire quasi come ad una vera e propria gara internazionale.


Al di là dei risultati ottenuti, quella in Polonia è stata una trasferta apprezzata da tutti i colleghi giornalisti e facenti parte dei media. Un lungo fine settimana di festa e divertimento che ha lasciato in ogni giornalista la voglia di tornare alla prossima edizione del Media World Cup, la sesta, che sarà dedicata alla gara in linea su strada verso l’ultimo weekend di settembre nella zona di Zakopane, sempre in Polonia, nota località turistica di montagna, dove si scia d’inverno e si fa trekking e bici d’estate.


Mentre le prossime edizioni della Coppa del Mondo potrebbe anche trasferirsi ogni anno in una nazione diversa cercando di coinvolgere il maggior numero possibile di addetti ai media ed al giornalismo mondiale, con la passione per la bicicletta. Si perché il Media World Cup organizzato da Mariusz Herman ha dimostrato di essere sempre più in crescita ogni anno.

Leonardo Olmi ringrazia i suoi supporter:
Inkospor (integratori alimentari)

MB Sport (abbigliamento tecnico sportivo)

Think+ (intimo e accessori per il ciclismo)


