Il mio primo 60km alla HERO: non è affatto una passeggiata.

Se il marathon di 85km classifica la Hero come la gara di mountainbike più dura al mondo, allora il 60km lo possiamo mettere al secondo posto e vi spiego il perché.

Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi, Uff. Stampa Hero e Sportograf.

Nella mia mente ci sono ancora indelebili i bellissimi ricordi della coda di biker che spinge la bici lungo le mulattiere, ma non sente la fatica che viene offuscata dagli scenari paradisiaci, quelli delle Dolomiti, quelli del Gruppo Sella, quelli della Marmolada, e poi del Pordoi, del Sasso piatto e così via.

Sento ancora il rumore dell’acqua che scorre nei torrenti e le esclamazioni di gioia dei bikers meravigliati come me dagli scenari che ci circondano. Per la quinta volta, anch’io come tanti altri ciclisti, sono stato coinvolto dall’atmosfera magica e dal fascino della Hero, che durante il lungo weekend in cui va in scena ogni anno a metà giugno, avvolge tutta la Val Gardena.

Dopo quattro lunghi, quest’anno ho optato per il percorso più corto, quindi mi sono opportunamente registrato in anticipo (come da regolamento) sui 60 km con 3.200 mt di dislivello ed ho ricevuto il numero con la targhetta arancione, mentre a chi sceglieva il lungo di 86 km con 4.500 mt di dislivello gli veniva data la targhetta rossa, così come erano i colori delle frecce che segnalavano i due diversi percorsi.

Questi erano i due classici tracciati sui si cimentavano anche i restanti biker amatoriali suddivisi in 12 griglie, con partenze scaglionate a 5 minuti l’una dall’altra, dando ovviamente la precedenza a chi avesse affrontato il percorso Marathon. E se per qualsiasi motivo si voleva cambiare percorso, lo si poteva fare, ma a differenza di altre granfondo non si sarebbe risultati in classifica.

Leonardo Olmi, World Press Cycling Champion at Hero 2023

Nel 2010 la HERO era partita con 400 partecipanti, per poi raggiunge il tetto massimo di dieci volte tanto, numero che per motivi organizzativi non può essere superato. Il numero dei partecipanti a questa 13ma edizione della BMW HERO Südtirol Dolomites era inferiore, poco più di 2.600 partenti, ma con tanto entusiasmo e rispetto dell’ambiente da parte degli organizzatori che sono stati ancora una volta molto attenti a mantenere lo sviluppo di questa manifestazione nei parametri della sostenibilità per valorizzare le Dolomiti.

Anche quest’anno la macchina organizzatrice della Hero si è trovata di fronte anche un meteo che fino a pochi giorni prima ha portato freddo e quindi neve sui passi dolomitici, costringendo gli addetti a ripulire i sentieri. Lo scenario è stato come sempre spettacolare, grazie al sole splendente con le temperature che anche ad oltre 2000 mt di altitudine non sono mai scese sotto i 14° C.

Grazie ad una macchina ampiamente collaudata e alla propria offerta innovativa, gli organizzatori della BMW HERO Südtirol Dolomites erano già stati premiati dalla federazione internazionale ciclistica UCI con l’assegnazione dei Mondiali Marathon che sono andati in scena nel 2015. Appena due anni dopo la prima edizione, quella del 2012, la HERO entrò subito a far parte dell’UCI MTB Marathon Series.

Quindi, oltre alla classica HERO, anche la prova di Coppa del Mondo di quest’anno ha di nuovo stimolato un significativo impulso per il turismo dedicato alla bici in Val Gardena e sull’adiacente Sellaronda. “Grazie a un meteo da sogno, a uno scenario unico e a una organizzazione fluida anche quest’anno la HERO è stata uno splendido biglietto da visita per le valli dolomitiche e l’Alto Adige” ha dichiarato il presidente del comitato organizzatore Gerhard Vanzi.

Gerhard Vanzi (Presidente Hero) con Morath Adelheid vincitrice Hero 2023

Il turismo legato alla mountainbike e alla bici in generale porta con sé un grande potenziale, facendo si che la stagione estiva inizi prima, dando di conseguenza ai posti letto e agli impianti di risalita l’opportunità di essere sfruttati pienamente. Data l’importanza dell’evento, la gara è stata trasmessa su molte Tv, mostrando le quattro vallate intorno al Sellaronda in luoghi di grande attrazione per chi ama la mountainbike.

Leonardo Olmi, World Press Cycling Champion at Hero 2023

Dopo la simpatica e consueta Hero Kids del venerdì pomeriggio, che ha visto i giovanissimi centauri darsi battaglia per le vie ed i prati di Selva, l’evento clou del lungo fine settimana era la BMW HERO Südtirol Dolomites che ha aperto le danze sabato 17 giugno con la UCI MTB Marathon Series, dando la precedenza alle donne, la cui partenza era fissata per le 7,10 del mattino, a cui seguiva quella degli uomini alle 7,20. Alla corsa in rosa era riservato il percorso più facile (si fa per dire) di 60 km con un dislivello di 3.200 metri, mentre ai maschietti era riservato il percorso tosto di 86 km con un dislivello di 4.500 metri.

Il bello di questa tanto giovane quanto altrettanto innovativa e strabiliante manifestazione è che tutto, o quasi tutto, si svolge a Selva di Val Gardena. Dal ritiro dei pacchi gara, che si trova allo Stadio del Ghiaccio, il pasta-party e le premiazioni, che sono 200 metri più avanti alla Medal Arena e la zona Expo che è in pieno centro di Selva, a fianco della strada principale (da cui parte la granfondo) nella Piazza Nives.

Gli alberghi sono tutti molto vicini e comodi, anche se qualcuno preferisce alloggiare tre chilometri più a sud, a Santa Cristina o addirittura ad Ortisei. Noi abbiamo alloggiato all’Hotel Oswald, proprio di fronte alla piazza Nives (dove si trovano Zona-Expo e Race-Office), un bellissimo albergo in stile sudtirolese, dotato di parcheggio privato nel sottosuolo, di un deposito bici con lavaggio, di un centro benessere comprensivo di servizio massaggi specifici per il ciclista.

D’altronde, anche Oswald è uno dei tanti bike-hotel attrezzati per offrire al ciclista tutto ciò che necessita, compresa una cucina a base di carboidrati e proteine. Alla colazione non mancava mai un ottimo strudel, altre torte tipiche, cereali con yogurt fresco, così come uova ed affettati con varie scelte di pane. E come sanno tutti i ciclisti un’ottima colazione prima di uscire in bici è fondamentale!

La mia griglia era la n. 7, proprio d’avanti una volta uscito dall’Hotel Oswald sulla Str. Mëisules da cui parte la Hero. La mia partenza era prevista per le 8,00 anche se vi è l’obbligo di entrare in griglia entro la mezzora precedente l’orario di partenza stabilito, pena la retrocessione all’ultima griglia.

La mattina della gara, come di consueto, esco un’ora prima e posiziono la mia bici in griglia per poi andare a fare subito qualche scatto ai professionisti delle ruote grasse. Coriandoli e fumogeni ovunque, lo spettacolo animato dalla inimitabile voce dello speaker Paolo Mutton ha inizio e l’adrenalina inizia a salire per tutti, pubblico compreso.

Al via anche l’ospite d’onore Vincenzo Nibali che partiva con il n. 1 per affrontare la sua prima Hero. Purtroppo, come aveva dichiarato giovedì sera in conferenza stampa, Lo Squalo non si era potuto allenare a causa dei molti impegni nel mese precedente e quindi partiva all’insegna del divertimento.

Gerhard Vanzi (Presidente Hero) con Vincenzo Nibali
Vincenzo Nibali

Partiti coloro che si giocano la UCI MTB Marathon, sia donne che uomini, torno al mio posto che nel frattempo si era riempito di biker uno accanto all’altro. La mia tattica è quella di partire con mezza borraccia, poiché al pronti via si va subito in salita, prima asfalto per un paio di chilometri al 12% e quindi si attacca il Dantercepies su sterrato, che parte subito con uno strappo al 23%, per poi proseguire per altri 5,6 km fino alla stazione sciistica che si trova a 2.298 metri di altitudine.

Leonardo Olmi, World Press Cycling Champion at Hero 2023

Il cielo è completamente azzurro senza una nuvola ed è prevista una giornata di sole con temperature che saliranno fino a 20°C. Ovviamente non può mancare il telefono in tasca con cui immortalerò le foto ed i video di questo Paradiso delle Dolomiti. Quindi meglio limitare il peso della borraccia al minimo necessario, tanto in salita berrò poco, e in discesa mai, le mani dovranno stare ben strette sulle manopole.

Il bello della Hero è che ad ogni ristoro (ce ne sono 5 sul lungo e 3 sul medio) si troveranno rifornimenti di Sali minerali, acqua e coca-cola oltre a panini, frutta, dolci, barrette e gel. Io ho preferito portarmi dietro il minimo indispensabile dei prodotti Inkospor che uso abitualmente. Tra questi i mitici gel Ice-Tea, barrette Energy-bar, fiale di magnesio e di amminoacidi.

Dopo la prima asperità del Dantercepies, che conviene affrontare molto regolare, scendiamo al Passo Gardena, per poi proseguire verso Colfosco e quindi Corvara, dove ci aspetta la successiva lunga risalita fino al rifugio Pralongià (2.157 metri di altitudine). Durante questi primi 20 chilometri mi ricordo quella regola del ciclismo che dice: “bere, bere, bere”, si perché il vero nemico della Hero possono essere i crampi, vista la lunghezza e la durezza delle salite.

La temperatura è intorno ai 10°C, e sembra che l’estate sia già esplosa anzitempo, mi godo il panorama, mi fermo a fare foto qua e là ai biker che spingono la bici sul Dantercepies e sul Pralongià e continuo a registrare video che mi serviranno per raccontarvi questa meravigliosa esperienza. Sul Pralongià giro per la prima volta a sinistra seguendo le frecce arancione del 60km alla scoperta del mio primo medio.

Fra me e me penso subito che “sta volta durerò meno fatica”, ma quando affronto la lunga e ripida discesa che porta sotto al Pralongià in direzione di San Cassiano mi domando subito: “ma qui poi ci sarà da risalire”.

Si perché il 60km poi ritorna sul Pralongà e si ricongiunge con l’85km fino ad Arabba, dove si separerà di nuovo. Ed infatti la salita per tornare sul bellissimo pianoro del Pralongià è durissima, vedo spesso sul mio Garmin 20-24% e non scende mai sotto i 12-15%, alla faccia della passeggiata.

Leonardo Olmi, World Press Cycling Champion at Hero 2023

Una volta ricongiunti con il lungo, dal Pralongià scendiamo fino al Passo Campolongo, in un attimo mi viene in mente la Maratona delle Dolomiti, questi sono anche i suoi paesaggi e i suoi panorami, e mi ricordo che tra due settimane passeranno su quei passi gli stradisti. Dal Campolongo, dove normalmente durante l’altra festa (quella della Maratona, appunto) al venerdì e al sabato tutti si fermano a fare la foto a fianco del cartello con il nome del passo, veniamo dirottati dallo staff nel sentiero del prato adiacente, e poi giù in picchiata verso Arabba.

Una volta ad Arabba, mi fermo di nuovo al punto di assistenza meccanica gestito da Vittoria (dove mi ero già fermato in precedenza a Corvara per un problema al freno anteriore). Il bravissimo meccanico decide di cambiarmi le pastiglie del freno a disco che facevano rumore, anzi fischiavano fortissimo e rendevano la frenata a scatti molto pericolosa. Gli dico che sono un giornalista e che devo assolutamente completare il mio primo 60km per raccontarlo a voi. Detto fatto mi salva risolvendo il problema e mi consente di continuare.

Nel frattempo al ristoro riempio la borraccia, prendo un pezzo di dolce ed un gel. Poco dopo Arabba, inizia la scalata verso il Passo Pordoi, riservata ai bikers del 60km. Una specie di mulattiera che ho visto mille volte dalla strada in asfalto a tornanti che si fa in auto o bici da strada verso il Pordoi. Ho sempre pensato che fosse facile, fattibile, ecc. Si fattibile lo è ma anche qui le pendenze salgono spesso intorno al 22% per centinaia di metri e quindi ti spezzano le gambe.

Pensieri da una parte, capo basso e continuare a spingere. Già, poi mi ricordo che io devo anche documentare la gara, questi momenti sono fondamentali, e quindi mi fermo, metto giù la bici, stando attento che non scivoli a valle, e cerco di aspettare il momento giusto per lo scatto che meglio possa raccontare questi passaggi e ricordi che rimarranno indelebili, per sempre! Il tempo scorre, non importa, non sono qui per “fare” il tempo, ma per capire e raccontare come mai in solo poco più di dieci anni questo evento è cresciuto dieci volte tanto e perché tutti vogliano diventare degli “Hero”. Ma tutta questa fatica non è sprecata, serve per farci godere dello scenario meraviglioso delle Dolomiti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Leonardo Olmi, World Press Cycling Champion at Hero 2023

Una volta scollinato il Passo Pordoi (l’ultimo tratto su asfalto) ci si ricongiunge con il lungo per poi condividere la discesa lungo le piste da sci alla volta del rifugio del Lupo Bianco, dove si trova il nostro terzo e ultimo ristoro prima di affrontare la salita verso il Passo Sella.

Nonostante il tentativo di risparmiarsi e non esagerare, la fatica comincia un po’ a farsi sentire, anche se devo dire che grazie ai sali minerali trovati ai ristori e ai miei prodotti Inkospor assunti con regolarità non ho sintomi di crampi. Anche l’abbigliamento aveva la sua importanza e sotto al mio completo tecnico prodotto da MB Sport di Agliana (PT) corredato di smanicato antivento per le discese, indossavo un intimo retato smanicato marcato Think+ prodotto sempre dalla stessa casa madre, tutto Made in Italy.

Anche lungo quest’ultima scalata, così fino alla fine della gara troveremo il sole, che ci dà qualche motivo in più per non mollare e resistere fino all’arrivo di Selva di Val Gardena dove ci attende una grande festa e dove tutti saranno degli EROI. Quella del Passo Sella è un’altra salita che mi ha lasciato ben impresso nella mia memoria le pendenze, spesso al 20% con punte al 24% e mai sotto il 12%, alla faccia del più facile e meno duro che pensavo io. Anche se poi, poco prima di scollinare sul Sella, saremo omaggiati di un panorama meraviglioso con il Gruppo del Sella e il Sass Pordoi su un lato ed il Gruppo del Sasso piatto sull’altro.

Non riesco a non fermarmi per immortalare nel mio cellulare foto e video, troppo bello! Poi una volta scollinati sul Sella si affronta un vallonato sotto all’imponente mole e all’ombra del Sasso Piatto che ci fa attraversare la famosa “Città dei Sassi”, uno scenario lunare bellissimo. Quindi di nuovo in discesa alla volta di Selva di Val Gardena.

Leonardo Olmi, World Press Cycling Champion at Hero 2023

Nel frattempo che i comuni biker stanno ancora soffrendo a metà percorso, gli Eroi della UCI MTB Marathon non si sono risparmiati per niente sui cinque passi (Gardena, Campolongo, Pordoi, Sella e Duron) nella gara più dura al mondo, partita e arrivata a Selva. Alla fine l’ha spuntata il colombiano Leonardo Paez, plurivincitore della Hero che porta ad otto il suo palmares. Secondo l’italiano Samuele Porro e terzo un altro colombiano, Arias Cuervo.

Nella corsa in rosa corsa sul mio stesso percorso di 60 km, a spuntarla su tutte è stata la Campionessa Europea Morath Adelheid, che precede di oltre due minuti Katazina Sosna. Sul terzo gradino del podio si classifica invece Sandra Mairhofer.

Lo Suqalo Vincenzo Nibali ha tagliato il traguardo in 40ma posizione, andando oltre ogni aspettativa vista la poca preparazione che aveva ed ha dichiarato: “È stata una prova davvero dura, ma sono soddisfatto di averne preso parte. Ho preso il mio ritmo, ma mi sono anche goduto il meraviglioso panorama delle Dolomiti”.

Carlo Brena (Uff. stampa Hero) sx con Vincenzo Nibali dx

La festa della Hero si è conclusa alla sera quando alle 21,00 erano in programma le premiazioni presso la Medal Plaza di Selva di Val Gardena. Mentre per chi ancora aveva forza nelle gambe e voglia di pedalare, la domenica poteva godersi un’altra giornata di sole per pedalare la Hero Gourmet con le E-Bike. Si perché quella della Hero, che appunto si svolge al sabato, è sempre un’ottima occasione per passare un lungo weekend sulle Dolomiti insieme alla famiglia, dove si possono alternare pedalate in bici sui passi o sulle ciclabili, alle escursioni di trekking, le camminate e le salite in funivia fino a quasi 3000 metri di altitudine.

Vi ricordo che il servizio fotografico ufficiale della gara è stato realizzato dall’agenzia Sportograf. Tutti i partecipanti della Hero, possono acquistare le loro foto tramite l’efficientissimo sito, che fin dal lunedì sera aveva già reso disponibile il pacchetto comprendente stupende immagini scattate da esperti fotografi nei punti più strategici del percorso.

HERO Südtirol Dolomites

Hotel Oswald – Selva di Val Gardena 0471-795.151

Uff. Stampa

LDL COMeta / Carlo Brena – Giada Gotti

Leonardo Olmi ringrazia i suoi supporter:

Inkospor (integratori alimentari)

MB Sport (abbigliamento tecnico sportivo)

Think+ (intimo e accessori per il ciclismo)

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