
Ed il primo classificato di questa edizione speciale è stato Filippo Ganna.
Teso e foto a cura di Leonardo Olmi.

Venerdì 17 Novembre presso il Ristorante Carmagnini del ‘500 a Calenzano in provincia di Firenze è andata in scena la cinquantesima edizione del Giglio d’Oro, la rassegna ciclistica internazionale che premia il miglio ciclista dell’anno attraverso una commissione formata da ex professionisti ed addetti ai lavori del ciclismo nazionale e internazionale. A presentare l’evento è stato il noto giornalista sportivo e commentatore televisivo Antorio Mannori, grande esperto di ciclismo.

Molte le novità e le sorprese per queste nozze d’oro, prima tra tutte la partenza del Tour de France da Firenze nel 2024, per la quale ha presenziato il Sindaco di Firenze Dario Nardella. “Questo premio” come ricordava il “maestro” Alfredo Martini nella prima pagina del volantino dedicato al Giglio D’Oro del cinquantenario “è nato pedalando tra due amici Saverio Carmagnini e Vasco Baroni” che ebbero subito il sostegno e la collaborazione di Gastone Nencini, dello stesso Martini, di Franco Calamai e per l’USSI Nerio Giorgetti. Tra di loro è rimasto solo Saverio Carmagnini (titolare del ristorante omonimo) mentre suo figlio Lorenzo è l’attuale presidente della società sportiva Giglio d’Oro.

Ma torniamo alla prima edizione del 1974 con vincitore un giovanissimo Francesco Moser (Lo Sceriffo) che dopo questa prima vittoria ne aggiunse altre cinque in maniera consecutiva. All’inizio degli Anni Ottanta la tripletta di Giuseppe Saronni, quindi per altre tre volte Moser che è il plurivittorioso assoluto con 9 edizioni vinte, seguito da Vincenzo Nibali con 6, Paolo Bettini con 4 e Francesco Casagrande con 3.



Come dicevamo vincitore assoluto di quest’anno è stato per la seconda volta (la prima fu nel 2021) il cronoman e detentore del record dell’ora Filippo Ganna che purtroppo non ha potuto essere presente causa influenza. Per lui ha ritirato il premio il suo direttore sportivo Dario David Cioni. Quindi come consuetudine è stato premiato il Campione Italiano in carica, che nel 2023 ha visto alzare le braccia al cielo l’Elbano Simone Velasco, il quale ha donato una maglia tricolore a Saverio Carmagnini, che andrà ad aggiungersi alla sua preziosa collezione, appesa insieme ad altre decine nel suo ristorante.

Tra i big è stato premiato anche Claudio Chiappucci con il “Premio International”. Mentre il premio al femminile è andato a Chiara Consonni. Tra i giovani sono stati inoltre premiati Filippo Magli in qualità di neo professionista, Edoardo Cipollini e Lorenzo Luci.


Come di consueto è stato dato anche un premio intitolato “maestri dello Sport” che quest’anno ha visto vincitore l’ex campione olimpico, il “Re degli Anelli” Jury Chechi, anch’egli non presente causa febbre. Il “Premio Gino Bartali” è invece andato a Francesca Mannori (figlia del presentatore) la prima donna presidentessa di giuria del Tour de France. Mentre il “Premio Cultura” è andato al giornalista sportivo Pier Bergonzi.

Non poteva mancare un Superpremio a Francesco Moser che come abbiamo detto è il corridore che in questi 50 anni di Giglio d’Oro ha collezionato il maggior numero di vittorie, ben nove appunto. Riconoscimenti e premi speciali sono andati anche a Francesco Casagrande, Giovanni Visconti ed il CT della Nazionale Italiana Daniele Bennati. Presenti in sala anche il Presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni ed il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.














