Il mio primo 71km alla HERO: duro anche quello.

Il Marathon di 85km identifica la Hero come la gara di mountainbike più dura al mondo. Quest’anno è stato introdotto anche il 71km, chiamato medio, oltre al 60 km presente da sempre. Lo abbiamo fatto e ve lo raccontiamo.

Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi, Uff. Stampa Hero e Sportograf.

Dopo aver fatto quattro lunghi di 86 km con 4.500 mt di dislivello ed un corto (l’anno scorso) di 60 km con 3.200 mt di dislivello, quest’anno ho optato per il nuovo percorso che l’organizzazione ha deciso da inserire oltre agli altri due, ossia il medio 71 km con 4.100 mt. Quindi mi sono opportunamente registrato in anticipo (come da regolamento) ed ho ricevuto il numero con la targhetta rosa, mentre a chi sceglieva il lungo gli veniva assegnata la targhetta rossa e a quelli del corto la solita targhetta arancione.

Così erano anche i colori delle frecce che segnalavano i tre diversi percorsi. Questi erano i tre tracciati 2024 sui si cimentavano i biker amatoriali suddivisi in varie griglie, con partenze scaglionate a 5 minuti l’una dall’altra, dando ovviamente la precedenza a chi avesse affrontato il percorso Marathon. E se per qualsiasi motivo si voleva cambiare percorso, lo si poteva fare, ma a differenza di altre granfondo non si sarebbe risultati in classifica.

Nella mia mente ci sono ancora indelebili i bellissimi ricordi della coda di biker che spinge la bici lungo le mulattiere, ma non sente la fatica che viene offuscata dagli scenari paradisiaci, quelli delle Dolomiti, quelli del Gruppo Sella, quelli della Marmolada, e poi dei passi Pordoi e Sella, del Sasso piatto e così via. Sento ancora il rumore dell’acqua che scorre nei torrenti e le esclamazioni di gioia dei bikers meravigliati come me dagli scenari che ci circondano. Per la quinta volta, anch’io come tanti altri ciclisti, sono stato coinvolto dall’atmosfera magica e dal fascino della Hero, che durante il lungo weekend in cui va in scena ogni anno a metà giugno, avvolge tutta la Val Gardena.

Nel 2010 la HERO era partita con 400 partecipanti, per poi raggiunge il tetto massimo di dieci volte tanto, numero che per motivi organizzativi non può essere superato. Il numero dei partecipanti a questa 14ma edizione della BMW HERO Südtirol Dolomites era inferiore, poco più di 3000 partenti, ma con tanto entusiasmo e rispetto dell’ambiente da parte degli organizzatori che sono stati ancora una volta molto attenti a mantenere lo sviluppo di questa manifestazione nei parametri della sostenibilità per valorizzare le Dolomiti.

Anche quest’anno la macchina organizzatrice della Hero si è trovata di fronte anche un meteo che fino a pochi giorni prima ha portato freddo e pioggia a quote basse, trasformatasi in neve sui passi dolomitici, costringendo gli addetti a ripulire i sentieri. Lo scenario è stato come sempre spettacolare anche se era freddo e c’era molta nebbia, ma le temperature oltre 2000 mt di altitudine quest’anno non sono mai salite sopra i 6° C.

Grazie ad una macchina ampiamente collaudata e alla propria offerta innovativa, gli organizzatori della BMW HERO Südtirol Dolomites erano già stati premiati dalla federazione internazionale ciclistica UCI con l’assegnazione dei Mondiali Marathon che sono andati in scena nel 2015. Appena due anni dopo la prima edizione, quella del 2012, la HERO entrò subito a far parte dell’UCI MTB Marathon Series. Quindi, oltre alla classica HERO, anche la prova di Coppa del Mondo di quest’anno ha di nuovo stimolato un significativo impulso per il turismo dedicato alla bici in Val Gardena e sull’adiacente Sellaronda.

Grazie a un meteo che ha tenuto, a uno scenario unico e a una organizzazione fluida anche quest’anno la HERO è stata uno splendido biglietto da visita per le valli dolomitiche e l’Alto Adige” ha dichiarato il presidente del comitato organizzatore Gerhard Vanzi. Il turismo legato alla mountainbike e alla bici in generale porta con sé un grande potenziale, facendo si che la stagione estiva inizi prima, dando di conseguenza ai posti letto e agli impianti di risalita l’opportunità di essere sfruttati pienamente. Data l’importanza dell’evento, la gara è stata trasmessa su molte Tv, mostrando le quattro vallate intorno al Sellaronda in luoghi di grande attrazione per chi ama la mountainbike.

Dopo la simpatica e consueta Hero Kids del venerdì pomeriggio, che ha visto i giovanissimi centauri darsi battaglia per le vie ed i prati di Selva, l’evento clou del lungo fine settimana era la BMW HERO Südtirol Dolomites che ha aperto le danze sabato 15 giugno con la UCI MTB Marathon Series, dando la precedenza alle donne, la cui partenza era fissata per le 7,10 del mattino, a cui seguiva quella degli uomini alle 7,20. Alla corsa in rosa era riservato il percorso più facile (si fa per dire) di 60 km con un dislivello di 3.200 metri, mentre ai maschietti era riservato il percorso tosto di 85 km con un dislivello di 4.500 metri.

Il bello di questa tanto giovane quanto altrettanto innovativa e strabiliante manifestazione è che tutto si svolge a Selva di Val Gardena. Dal ritiro dei pacchi gara, che si trova allo Stadio del Ghiaccio, il pasta-party e le premiazioni, che sono 200 metri più avanti alla Medal Arena e la zona Expo che è in pieno centro di Selva, a fianco della strada principale (da cui parte la granfondo) nella Piazza Nives.

Gli alberghi sono tutti molto vicini e comodi, anche se qualcuno preferisce alloggiare tre chilometri più a sud, a Santa Cristina o addirittura ad Ortisei. Noi abbiamo alloggiato presso il Residence Hotel Antares, che dispone sia di un Hotel a 4 stelle (proprio sulla Strada Meisules di fronte alla partenza della gara)un bellissimo albergo in stile sudtirolese, dotato di parcheggio privato nel sottosuolo, di un deposito bici con lavaggio, di un centro benessere comprensivo di servizio massaggi specifici per il ciclista.

Antares è dotato anche di una dependance, il Residence Lores con bellissimi appartamenti di varie grandezze sempre nella parte centrale di Selva due minuti a piedi dalla zona Expo, ritiro numeri e pasta party. Quella della scelta di alloggiare in un appartamento è sempre molto gettonata dai bikers che spesso preferiscono cucinare la loro dieta negli orari graditi. Mentre Antares è uno dei tanti bike-hotels attrezzati per offrire al ciclista tutto ciò che necessita, compresa una cucina a base di carboidrati e proteine. Alla colazione non mancava mai un ottimo strudel, altre torte tipiche, cereali con yogurt fresco, così come uova ed affettati con varie scelte di pane. E come sanno tutti i ciclisti un’ottima colazione prima di uscire in bici è fondamentale!

La mia griglia era la n. 7, proprio d’avanti una volta uscito dall’Hotel Antares sulla Str. Meisules da cui appunto parte la Hero. La mia partenza era prevista per le 7,45 anche se vi è l’obbligo di entrare in griglia entro la mezzora precedente l’orario di partenza stabilito, pena la retrocessione all’ultima griglia.

La mattina della gara, come di consueto, esco un’ora prima e posiziono la mia bici in griglia per poi andare a fare subito qualche scatto ai professionisti delle ruote grasse. Coriandoli e fumogeni ovunque, lo spettacolo animato dalla inimitabile voce dello speaker Paolo Mutton ha inizio e l’adrenalina inizia a salire per tutti, pubblico compreso. Al via anche l’ospite d’onore Peter Sagan che partiva con il n. 1 per affrontare la sua prima Hero nel percorso corto con il semplice scopo di divertirsi, ospite di Specialized che era anche sponsor dell’evento.

Partiti coloro che si giocano la UCI MTB Marathon, sia donne che uomini, torno al mio posto che nel frattempo si era riempito di bikers uno accanto all’altro. La mia tattica è quella di partire con mezza borraccia, poiché al pronti via si va subito in salita, prima asfalto per un paio di chilometri al 12% e quindi si attacca il Dantercepies su sterrato, che parte subito con uno strappo al 23%, per poi proseguire per altri 5,6 km fino alla stazione sciistica che si trova a 2.298 metri di altitudine.

Leonardo Olmi at Hero mtb race 2024.

Il cielo è parzialmente nuvoloso ed è prevista una giornata variabile, ma in prevalenza nuvolosa, fredda ma senza piogge, con temperature che non supereranno mai i 12°C. Ovviamente non può mancare il telefono in tasca con cui immortalerò le foto ed i video di questo Paradiso delle Dolomiti. Quindi meglio limitare il peso della borraccia al minimo necessario, tanto in salita berrò poco, e in discesa mai, le mani dovranno stare ben strette sulle manopole.

Il bello della Hero è che ad ogni ristoro (ce ne sono 5 sul lungo, 4 sul medio e 3 sul corto) si troveranno rifornimenti di Sali minerali, acqua e coca-cola oltre a panini, frutta, dolci, barrette e gel. Io ho preferito portarmi dietro il minimo indispensabile dei prodotti Inkospor che uso abitualmente. Tra questi i mitici gel Ice-Tea, barrette Energy-bar, fiale di magnesio e di amminoacidi. Dopo la prima asperità del Dantercepies, che conviene affrontare molto regolare, scendiamo al Passo Gardena, per poi proseguire verso Colfosco e quindi Corvara, dove ci aspetta la successiva lunga risalita fino al rifugio Pralongià (2.157 metri di altitudine). Durante questi primi 20 chilometri mi ricordo quella regola del ciclismo che dice: “bere, bere, bere”, si perché il vero nemico della Hero possono essere i crampi, vista la lunghezza e la durezza delle salite.

Leonardo Olmi at Hero mtb race 2024.

La temperatura è intorno ai 10°C, ma sembra che l’estate tardi ad arrivare, mi godo il panorama, mi fermo a fare foto qua e là ai biker che spingono la bici sul Dantercepies e sul Pralongià e continuo a registrare video che mi serviranno per raccontarvi questa meravigliosa esperienza. Sul Pralongià proseguo lungo il percorso comune agli 85 ed ai 71 km seguendo le frecce verso destra, che vedono lungo e medio proseguire sullo stesso percorso fino ad Arabba, dove si separeranno, con il lungo che svolterà a sinistra per andare ad affrontare la temutissima Ornella ed il medio che proseguirà insieme al corto in direzione del Passo Pordoi.

Sul Pordoi giungeranno anche gli atleti del lungo che proseguiranno insieme agli altri due del corto e del medio fino al Rifugio del Lupo Bianco (direzione Canazei) dove ci sarà una nuova separazione dei percorsi, Ossia lungo e medio che proseguiranno insieme verso il Passo Duron e fino all’arrivo svoltando a sinistra, mentre il corto andrà a fare la scalata del Passo Sella.

Pensieri da una parte, capo basso e continuare a spingere. Già, poi mi ricordo che io devo anche documentare la gara, questi momenti sono fondamentali, e quindi mi fermo, metto giù la bici, stando attento che non scivoli a valle tanta è sempre la pendenza, e cerco di aspettare il momento giusto per lo scatto che meglio possa raccontare questi passaggi e ricordi che rimarranno indelebili, per sempre! Il tempo scorre, non importa, non sono qui per “fare” il tempo, ma per capire e raccontare come mai in solo poco più di dieci anni questo evento è cresciuto dieci volte tanto e perché tutti vogliano diventare degli “Hero”. Ma tutta questa fatica non è sprecata, serve per farci godere dello scenario meraviglioso delle Dolomiti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Mentre salgo verso il Passo Pordoi da Arabba incappo in una foratura, ma risolvo parzialmente utilizzando la mia piccola pompa, per fortuna. In fondo alla discesa in prossimità del Lupo Bianco trovo i meccanici dell’Assistenza Vittoria che mi risolvo il problema e proseguo nella mia avventura. Nonostante il tentativo di risparmiarsi e non esagerare, la fatica comincia un po’ a farsi sentire, anche se devo dire che grazie ai sali minerali trovati ai ristori e ai miei prodotti Inkospor assunti con regolarità non ho sintomi di crampi.

Anche l’abbigliamento aveva la sua importanza e sotto al mio completo tecnico prodotto in Italia da MB Sport di Agliana (PT) corredato di smanicato antivento per le discese, indossavo un intimo a manica lunga, visto il freddo, marcato Think+ prodotto sempre dalla stessa casa madre, tutto Made in Italy.

Dopo Canazei si prosegue per Campitello, dove saremo a circa 60 chilometri di percorso, con oltre due terzi di gara fatti, diretti verso l’ultima vera fatica, quella che ci porterà verso il Passo Duron, dove sarà d’obbligo ancora qualche foto prima della discesa verso l’Alpe di Siusi e il Monte Pana. Anche lungo questa valle così fino alla fine della gara troveremo tempo variabile, ma niente pioggia, che ci dà qualche motivo in più per non mollare e resistere fino all’arrivo di Selva di Val Gardena dove ci attende una grande festa e dove tutti saranno degli EROI.

Nel frattempo che i comuni biker stanno ancora soffrendo a metà percorso, gli Eroi della UCI MTB Marathon non si sono risparmiati per niente sui cinque passi (Gardena, Campolongo, Pordoi, Sella e Duron) nella gara più dura al mondo, partita e arrivata a Selva. Alla fine l’ha spuntata il tedesco Andreas Seewald, che bissa il successo del 2021. Secondo il colombiano Leo Paez e terzo il ceco Martin Stosek compagno di squadra di Seewald.

Nella corsa in rosa corsa disputatasi sul percorso di 60 km, a spuntarla su tutte è stata la namibiana Vera Looser. Sconfitta la diretta concorrenza della altoatesina Sandra Mairhofer che ha conquistato la piazza d’onore e al terzo posto l’italiana Debora Piana.

Mentre Peter Sagan ha fatto una semplice passeggiata sui 6 0km in compagnia dell’amico Fabio Aru, anch’esso presente in veste di testimonial Specialized divertendosi ad impennare le bici qua e la per la gioia dei fan.

La festa della Hero si è conclusa alla sera quando alle 21,00 erano in programma le premiazioni presso la Medal Plaza di Selva di Val Gardena. Mentre per chi ancora aveva forza nelle gambe e voglia di pedalare, la domenica poteva godersi un’altra giornata di sole per pedalare la Hero Gourmet con le E-Bike. Si perché quella della Hero, che appunto si svolge al sabato, è sempre un’ottima occasione per passare un lungo weekend sulle Dolomiti insieme alla famiglia, dove si possono alternare pedalate in bici sui passi o sulle ciclabili, alle escursioni di trekking, le camminate e le salite in funivia fino a quasi 3000 metri di altitudine.

Vi ricordo che il servizio fotografico ufficiale della gara è stato realizzato dall’agenzia Sportograf. Tutti i partecipanti della Hero, possono acquistare le loro foto tramite l’efficientissimo sito, che fin dal lunedì sera aveva già reso disponibile il pacchetto comprendente stupende immagini scattate da esperti fotografi nei punti più strategici del percorso.

HERO Südtirol Dolomites

 

Residence Hotel Antares – Selva di Val Gardena

Tel. 0471-795.400

Leonardo Olmi ringrazia i suoi supporter:

Inkospor (integratori alimentari)

MB Sport (abbigliamento tecnico sportivo)

Think+ (intimo e accessori per il ciclismo)

Uff. Stampa

LDL COMeta / Carlo Brena – Ilaria Messa

Lascia un commento