Grand Départ da Firenze per il Tour de France 2024 e si entra nella storia.

La Grande Boucle per la prima volta parte dall’Italia. Un evento storico, reso possibile dallo sforzo di Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte.

La ‘Grand Depart’ dalla grande bellezza dell’Italia. Tutto pronto per la partenza del Tour de France 2024 che scatterà domani da Firenze per arrivare a Nizza il 21 luglio. Al km 0, 176 corridori e un favorito d’obbligo: Tadej Pogacar. Lo sloveno dell’UAE Team Emirates, infatti, dopo aver dominato il Giro d’Italia vuole vincere anche la Maglia Gialla per realizzare una doppietta, Giro-Tour, che manca dal 1998, quando fu realizzata da Marco Pantani. 

Con un impressionante sforzo economico, organizzativo e logistico, Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte – in rigoroso ordine di tappe – si sono fatte trine e una, unendo le forze per regalare al Belpaese un momento epocale. L’evento sportivo a cadenza annuale più seguito al mondo, e nel ciclismo – semplicemente – la corsa più importante nel calendario internazionale. 

Una cornice magnifica, un’atmosfera festosa, Firenze si è illuminata di più all’avvicinarsi della partenza del Tour de France” è il titolo scelto dalla versione online.  In uno scenario sontuoso che si affaccia sull’Arno e dopo aver iniziato la sfilata da Palazzo Vecchio, le squadre sono state presentate alla folla a Firenze giovedì sera. Firenze è acclamata per il suo splendore e il suo carattere artistico unico, Firenze è una città magnifica. Un museo: ogni piazza, ogni strada è un’opera d’arte. 

Al Tour de France per la prima volta tutti insieme i “Big Six”.

Pogacar afferma: “Riscriveremo la storia”
Il Tour de France 2024 è diventato ancor prima di scattare da Firenze per la Grand Depart, un evento storico e a suo modo irripetibile. Al via ci sono tutti i migliori campioni del ciclismo: Mathieu van der Poel, Tadej Pogačar, Jonas Vingegaard, Wout van Aert, Remco Evenepoel e Primož Roglič. I “Big Six” non si sono mai sfidati insieme: è una prima volta che apre ad una nuova epoca.

Testo e Foto di Leonardo Olmi

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