La leggendaria Capoliveri Legend Cup dell’Isola d’Elba di quest’anno era la prima di cinque prove di coppa del mondo del neonato circuito UCI HERO Marathon World Cup.
Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi, Sportograf ed Organizzazione.

L’edizione n. 15 della Capoliveri Legend Cup dell’Isola d’Elba, andata in scena sabato 10 maggio, era da non perdere in quanto si correva insieme e come parte del circuito ideato dal Deus es Machina Gherard Vanzi, patron della Hero Dolomites di Selva di val Gardena. Quella dell’Elba è stata messa in calendario come prima delle 5 prove che si correranno tra Spagna, Germania ed ovviamente Italia con colei che appunto le dà il nome, ossia la Hero Dolomites di Selva val Gardena che si correrà il 14 giugno e sarà la terza prova.


Come di consueto vi era un tetto massimo di 2000 iscritti che segnava il sold-out già da molto tempo, anche se poi i partenti erano 2.245 contando anche gli elite. Ma lo sappiamo, i ragazzi del Capoliveri Bike Park, capitanati dal suo Presidente Maurizio Melis, hanno il cuore grande e lo spirito d’accoglienza degli elbani è immenso, così che per festeggiare questa edizione di Coppa del Mondo, l’asticella è stata spostata un po’ oltre, facendo brulicare di bikers con famiglie al seguito il piccolo paese di Capoliveri all’Isola d’Elba e il Museo delle Miniere per il lungo weekend dal 8 all’11 maggio.


Si, perché quest’anno la gara andava in scena, come di consueto al sabato, ma la domenica 11 ha visto correre anche i più giovani che si sono sfidati nella Capoliveri Legend XCO – UCI Junior Series cat. Cosa che è stata molto apprezzata da famiglie al completo che vedevano correre i genitori al sabato ed i figli alla domenica.


Ma il successo della Capoliveri Legend Cup dell’Isola d’Elba richiede un grande sforzo e un costante impegno da parte degli organizzatori, che sono molto attenti a mantenere lo sviluppo di questa manifestazione nei parametri della sostenibilità per valorizzare l’Elba ed il comprensorio del Monte Calamita con il suo meraviglioso Capoliveri Bike Park, all’interno del quale si svolge. Il Capoliveri Bike Park si sviluppa per più di 100 km di sentieri e strade spettacolari ed interscambiabili tra loro.


Il parco, che quest’anno in occasione della Coppa del Mondo aveva aperto anche una nuova sezione, offre 5 percorsi permanenti di diversa difficoltà e lunghezza, ognuno dei quali è individuato da un colore e segnalato, sul territorio, da appositi cartelli che indicano il nome del percorso, la direzione da seguire, un numero riferito al punto in cui è collocato il segnale in modo che possa essere individuato sulla cartina e il nome della località in cui è collocato.



I percorsi sono aperti a tutti i livelli di preparazione, dalle semplici strade bianche, ai single-track più impegnativi. E per chi poi non ha un grande allenamento oppure è un po’ in la con l’età, a Capoliveri si possono noleggiare bici con pedalata assistita di ultima generazione presso uno dei tanti Bike Rent.

Nella mia mente sono ancora freschi i bellissimi ricordi di questo lungo weekend elbano baciato dal caldo e dal sole, durante il quale ho avuto la fortuna di essere coinvolto dall’atmosfera magica e dal fascino della Capoliveri Legend Cup. Una gara di mountain-bike a cui dopo avervi partecipato per la prima volta nel 2018, cerco sempre di essere presente. Una manifestazione spettacolare, che durante il lungo weekend in cui va in scena ogni anno coinvolge tutta la parte sudorientale dell’Isola d’Elba. Quindi, ho fatto di nuovo le valigie, ho messo la mia Epic S-Works sull’auto e giovedì 8 maggio ho preso un traghetto della Moby-Toremar per non perdermi neanche un momento dell’atmosfera magica che ogni volta si respira sull’Isola d’Elba, una delle più belle isole d’Italia e, lasciatemi dire, del Mondo..


Grazie ad una macchina organizzatrice ampiamente collaudata e alla propria offerta innovativa, gli organizzatori della Capoliveri Legend Cup sono stati premiati dalla federazione ciclistica internazionale con l’UCI-HERO Marathon World Cup. Oltre alla classica Legend, anche la prova dell’XCO di quest’anno ha di nuovo stimolato un significativo impulso per il turismo dedicato alle bici sull’Isola d’Elba ed in particolar modo sul comprensorio del Monte Calamita, con le sue vecchie miniere di ferro intorno al quale si trova il Capoliveri Bike Park dove si sono svolte tutte le gare, senza intasare ed intralciare la viabilità del piccolo paese di Capoliveri.



Grazie a un meteo da sogno, a uno scenario unico e a una organizzazione fluida, anche quest’anno la Legend Cup è stata uno splendido biglietto da visita per il Bike Park e tutta l’Isola d’Elba. Il turismo legato alla mountainbike e alla bici in generale porta con sé un grande potenziale, facendo si che la stagione estiva inizi prima e finisca dopo, dando di conseguenza ai posti letto e a tutti gli operatori turistici locali l’opportunità di essere sfruttati pienamente.



La Capoliveri Legend Cup ha aperto le danze sabato 10 maggio dando la precedenza al percorso Marathon. La partenza era fissata per le 9,00 del mattino. La Legend era valevole anche come sesta tappa della Coppa Toscana MTB.



Per entrare nella LEGGENDA, si doveva partecipare al percorso Marathon, ovviamente il più duro, con i suoi di 65 km per un dislivello di circa 2400 metri, mentre al Classic, che partiva mezz’ora dopo il Marathon, era riservato il percorso ridotto di 45 km, ma sempre con un dislivello importante di circa 1600 metri. I due percorsi procedevano di pari passo per i primi chilometri, poi si separavano per incrociarsi di nuovo varie volte, ma la segnaletica era inconfondibile: cartello con freccia gialla per il Marathon e cartello bianco con freccia rossa per il Classic.



Da notare che essendo una gara internazionale UCI, la segnaletica delle discese pericolose era contraddistinta, come da regolamento, da tre frecce verso il basso per la massima difficoltà due per quella media e una per quella facile. E se per qualsiasi motivo si voleva cambiare percorso, non si poteva fare, dovevamo comunicare il nostro ritiro ai numerosi commissari di gara disposti lungo il tracciato e consegnare il chip per poi essere esclusi dalla classifica. Io mi sono registrato sul lungo di 65 km e devo dire che l’averlo concluso mi ha lasciato, ancora una volta, ricordi indimenticabili. Dai panorami, al calore del pubblico, dalla spettacolarità dei sentieri del Capoliveri Bike Park, al ritorno nel passato e nella storia dell’isola d’Elba quando si sono attraversate le vecchie miniere del Monte Calamita.


Il bello di questa tanto giovane quanto altrettanto innovativa e strabiliante manifestazione è che per la prima volta quest’anno tutto si è svolto intorno al Museo delle Miniere – Miniera del Vallone, lasciando libero da intralci il piccolo paese di Capoliveri che si trova a soli 5 km. Sia il ritiro dei pacchi gara, la zona Expo, le premiazioni finali che la consegna del mangiare a sacco post-gara erano stati posti all’interno del piazzale del museo. Gli alberghi sono tutti molto vicini e comodi, dislocati tra Pareti, Innamorata e Naregno, ma anche nei pressi di Porto Azzurro, Lacona e Lido di Capoliveri a non oltre dieci chilometri di distanza. Per trovare una sistemazione conforme alle nostre esigenze, oltre al sito della gara, si poteva fare riferimento anche a quello di Visit Elba ed Elba Link.


Il sottoscritto era alloggiato presso l’Hotel Antares di Lido di Capoliveri, un bellissimo albergo sul mare con una stupenda terrazza all’aperto per la colazione dove alla mattina si iniziava subito bene la giornata godendosi una spettacolare vista sulla spiaggia sottostante.



Come la maggior parte degli hotel dell’Elba, anche l’Antares è uno dei tanti bike-hotel attrezzati per offrire al ciclista tutto ciò che necessita, compresa una cucina a base di pesce, oltre che di carboidrati e proteine. Anche alla colazione non mancava mai niente, e come sanno tutti i ciclisti un’ottima colazione prima di uscire in bici è fondamentale!



Quindi, la mattina della gara faccio anch’io un’abbondante colazione che mi servirà per affrontare i 2400 metri di dislivello. Ma presto dovrò lasciare il comfort della mia camera e la tavola imbandita da gustosi dolci compromettenti per salire in sella alla mia bici. È il momento della vestizione, poi gonfio le gomme, prendo borracce, gel e barrette della Inkospor (mio sostenitore personale per l’integrazione alimentare) ed esco dall’albergo, metto la bici sull’auto e mi dirigo al Museo delle Miniere. Una volta parcheggiata l’auto mi dirigo in griglia dove posiziono la mia bici per poi andare a fare subito qualche scatto ai professionisti delle ruote grasse.


Lo spettacolo ha inizio e l’adrenalina inizia a salire per tutti, pubblico compreso, specie grazie ai quattro speaker che andranno ad animare la diretta sui social. La mia tattica è quella di partire con mezza borraccia, poiché al “pronti-via” si va subito in salita con pendenze a due cifre. Il cielo è azzurro, con qualche nuvola qua e là ed è prevista una giornata di sole e senza vento, con temperature che saliranno fino a 20°C. Ovviamente non può mancare il mio telefono, che tengo a portata di mano su di una borsetta fermata sul telaio dietro alla pipa manubrio. Non bella esteticamente, devo dire, ma indispensabile per svolgere il mio lavoro di “Reporter in Action”, che vive le esperienze in primis in modo da potervele raccontare sudando e soffrendo come tutti gli altri bikers. Quindi meglio limitare il peso della borraccia al minimo necessario, tanto in salita berrò poco, e in discesa mai, le mani dovranno stare ben strette sul manubrio.

Il bello della LEGEND è che ad ogni ristoro (e ce ne sono ben quattro) si troveranno sali minerali, acqua, coca-cola, crostate, frutta secca, banane e altro ancora. Dopo questa prima asperità, inizia tutto un saliscendi in cui si alternano single-track a strade bianche, sentieri lungo la scogliera a tratti di asfalto che ci faranno girare su e giù per il Monte Calamita, dove si attraversano le vecchie miniere. Uno scenario spettacolare, fatto di panorami mozzafiato a picco sul mare che si alternano a tratti nel bosco, caratterizzato dalla tipica macchia mediterranea.


Quando poi si andrà a vedere la planimetria scaricata su, sembrerà di aver disegnato, con la propria bici, un labirinto intrecciato che è andato Strava a coprire quasi ogni metro quadrato del bike-park che si trova sulla punta sud-orientale dell’Isola d’Elba con l’introduzione, da un paio d’anni, di un nuovo single-track pieno di tornanti che sembrano tuffarsi in mare, incredibile! Ma oltre alla concentrazione della gara necessaria per guidare il nostro mezzo, non dovremo mai dimenticare una delle regole fondamentali del ciclismo, ossia quella di “bere, bere, bere”, si perché il vero nemico della Legend possono essere i crampi, vista la lunghezza della gara e la durezza del percorso.


E sul finale, negli ultimi quindici chilometri di gara, di bikers coi crampi ne ho visti tanti, già quando si risaliva dal mare verso Capoliveri, ma poi anche quando si ripercorreva la prima salita del Gpm e l’ultimo km che riportava verso il Bike Park. Ma questa è la mountain-bike e anche questo fa parte del prezzo da pagare per potersi fregiare del titolo di EROI della LEGGENDA.


Ad ogni ristoro mi faccio riempire la borraccia dai numerosi volontari elbani, tra cui molti ragazzini, gentili, veloci e pronti ad incoraggiarti. Quindi pensieri da una parte, capo basso e continuare a spingere. Già, poi mi ricordo che io devo anche documentare la gara, questi momenti sono fondamentali, e quindi mi fermo, metto giù la bici e cerco di aspettare il momento giusto per lo scatto che meglio possa raccontare questi passaggi e ricordi che rimarranno indelebili, per sempre! Il tempo scorre, non importa, non sono qui per “fare” il tempo, ma per capire questa gara, capire perché tutti me ne parlavano in maniera entusiasta, capire perché tutti quelli che la fanno ci vogliono tornare.

E tutto questo mi servirà a raccontare come mai in soli quindici anni questo evento è cresciuto così tanto da costringere gli organizzatori a mettere un tetto massimo di iscritti. Forse perché tutti vogliano far parte della LEGGENDA? Ma tutta questa fatica non è sprecata, serve per farci godere dello scenario meraviglioso del Capoliveri Bike Park. Uno scenario che ci porta a pedalare da un estremo all’altro del promontorio con panorami che dalla spiaggia di Pareti e dell’Innamorata del versante occidentale, ci portano fino a quelli di Punta Calamita, Punta Rossa e di Punta dei Ripalti posti a sud. Per poi andare sul versante orientale da cui si ammira un panorama stupendo verso Porto Azzurro e Naregno.


Una volta superata anche questa difficoltà, la LEGGENDA cresce sempre di più dentro ognuno di noi. Nonostante il tentativo di risparmiarsi e non esagerare, sul finale la fatica comincia un po’ a farsi sentire, anche se devo dire che grazie al rifornimento offerto dai ristori dell’organizzazione assunti con regolarità non ho sintomi di crampi. La bella giornata di sole, ci dà qualche motivo in più per non mollare e resistere fino all’arrivo di Capoliveri dove, anche l’ultimo biker sarà atteso e chiamato per nome dallo speaker.


Nel frattempo che i comuni biker stanno ancora soffrendo a metà percorso, gli Elite della UCI MTB Marathon non si sono risparmiati per niente, dove alla fine l’ha spuntata il belga Wout Alleman seguito dall’italiano Gioele De Cosmo e terzo il compagno di quadra Fabian Rabenstainer. Nella gara al femminile è l’olandese Rosa van Doorn che riesce a firmare l’albo d’oro della quindicesima edizione della Legend. A completare il podio troviamo rispettivamente la bosniaca Lejla Njemcevic e la tedesca Adelheid Morath.


E come da tradizione, sui trofei dei vincitori del percorso Marathon, sia al maschile che al femminile, è stata posta la targhetta con il nome del trionfatore di ogni edizione, un po’ come viene fatto sul trofeo senza fine del Giro d’Italia.

Vi ricordo che il servizio fotografico ufficiale della gara è stato realizzato dall’agenzia Sportograf. Tutti i partecipanti della Legend Cup, possono acquistare le loro foto tramite l’efficientissimo sito, che fin da lunedì sera aveva già reso disponibile il pacchetto comprendente stupende immagini scattate da esperti fotografi nei punti più strategici del percorso.





Hotel Antares, Lido di Capoliveri


Servizio Fotografico Ufficiale – Sportograf

La redazione con il nostro Leonardo Olmi che ha partecipato alla Marathon per raccontare questo evento vorrebbe ringraziare i suoi supporter:
Inkospor (integratori alimentari)

MB Sport (abbigliamento tecnico sportivo)

Think+ (intimo e accessori per il ciclismo)


