HERO short distance, “corto” ma durissimo!

Se il marathon di 85km classifica la Hero come la gara di mountainbike più dura al mondo, allora il 60km lo possiamo mettere al secondo posto, poiché secondo me è più duro anche della distanza media che si corre sui 71km. Ecco perché.

Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi, Uff. Stampa Hero e Sportograf.

Nella mia mente ci sono ancora indelebili i bellissimi ricordi della coda di biker che spinge la bici lungo le mulattiere, ma non sente la fatica che viene offuscata dagli scenari paradisiaci, quelli delle Dolomiti, quelli del Gruppo Sella, quelli della Marmolada, e poi del Pordoi, del Sasso piatto e così via. Sento ancora il rumore dell’acqua che scorre nei torrenti e le esclamazioni di gioia dei bikers meravigliati come me dagli scenari che ci circondano. Per la quinta volta, anch’io come tanti altri ciclisti, sono stato coinvolto dall’atmosfera magica e dal fascino della Hero, che durante il lungo weekend in cui va in scena ogni anno a metà giugno, avvolge tutta la Val Gardena.

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Dopo quattro lunghi, il corto di due anni fa ed il medio (new entry) dell’anno scorso, quest’anno ho di nuovo optato per il percorso più corto, quindi mi sono opportunamente registrato in anticipo (come da regolamento) sui 60 km con 3.200 mt di dislivello ed ho ricevuto il numero con la targhetta arancione. Quindi mi sono opportunamente registrato in anticipo (come da regolamento) ed ho ricevuto il numero con la targhetta arancione, mentre a chi sceglieva il lungo gli veniva assegnata la targhetta rossa e a quelli del medio la solita targhetta rosa. Così erano anche i colori delle frecce che segnalavano i tre diversi percorsi.

Questi erano i tre classici tracciati sui si cimentavano anche i restanti biker amatoriali suddivisi in 12 griglie, con partenze scaglionate a 5 minuti l’una dall’altra, dando ovviamente la precedenza a chi avesse affrontato il percorso Marathon. E se per qualsiasi motivo si voleva cambiare percorso, lo si poteva fare, ma a differenza di altre granfondo non si sarebbe risultati in classifica.

Leonardo Olmi, Italian Press Cycling Champion.

Nel 2010 la HERO era partita con 400 partecipanti, per poi raggiunge il tetto massimo di dieci volte tanto, numero che per motivi organizzativi non può essere superato. Il numero dei partecipanti a questa 15ma edizione della HERO Südtirol Dolomites era inferiore, poco più di 2.500 partenti, ma con tanto entusiasmo e rispetto dell’ambiente da parte degli organizzatori che sono stati ancora una volta molto attenti a mantenere lo sviluppo di questa manifestazione nei parametri della sostenibilità per valorizzare le Dolomiti.

Lo scenario è stato come sempre spettacolare, grazie al sole splendente con le temperature che anche ad oltre 2000 mt di altitudine non sono mai scese sotto i 18/20°C. A differenza dell’anno scorso dove temperature basse e freddo l’avevano fatta da padrone, oltre a nuvole, nebbia e pioggia sul finale del lungo per i ritardatari. Quest’anno è stata la prima volta che in partenza non ho visto nessuno, compreso il sottoscritto, indossare manicotti e gambali. Tanto meno vi era necessità di indossare uno smanicato antivento e di portare dietro una mantellina. Le previsioni davano tutto sole con temperature dai 16 ai 30° quando si scendeva di quota, il mio Garmin ha segnato anche 34°C, ovviamente sotto al sole battente.

Grazie ad una macchina ampiamente collaudata e alla propria offerta innovativa, gli organizzatori della HERO Südtirol Dolomites erano già stati premiati dalla federazione internazionale ciclistica UCI con l’assegnazione dei Mondiali Marathon che sono andati in scena nel 2015. Appena due anni dopo la prima edizione, quella del 2012, la HERO entrò subito a far parte dell’UCI MTB Marathon Series, che quest’anno è diventato UCI-HERO Marathon World Cup, composto da 5 gare di cui la Hero era la terza prova. Quindi, oltre alla classica HERO, anche la prova di Coppa del Mondo di quest’anno ha di nuovo stimolato un significativo impulso per il turismo dedicato alla bici in Val Gardena e sull’adiacente Sellaronda.

Leonardo Olmi, Italian Press Cycling Champion.

Grazie a un meteo da sogno, a uno scenario unico e a una organizzazione fluida anche quest’anno la HERO è stata uno splendido biglietto da visita per le valli dolomitiche e l’Alto Adige” ha dichiarato il presidente del comitato organizzatore Gerhard Vanzi. Il turismo legato alla mountainbike e alla bici in generale porta con sé un grande potenziale, facendo si che la stagione estiva inizi prima, dando di conseguenza ai posti letto e agli impianti di risalita l’opportunità di essere sfruttati pienamente. Data l’importanza dell’evento, la gara è stata trasmessa su molte Tv compresa la RAI mostrando le quattro vallate intorno al Sellaronda in luoghi di grande attrazione per chi ama la mountainbike.

Dopo la simpatica e consueta Hero Kids del venerdì pomeriggio, che ha visto i giovanissimi centauri darsi battaglia per le vie ed i prati di Selva, l’evento clou del lungo fine settimana era la HERO Südtirol Dolomites che ha aperto le danze sabato 14 giugno con la UCI-HERO MTB Marathon World Cup, dando la precedenza alle donne, la cui partenza era fissata per le 7,10 del mattino, a cui seguiva quella degli uomini alle 7,20. Alla corsa in rosa era riservato il percorso più facile (si fa per dire) di 60 km con un dislivello di 3.200 metri, mentre ai maschietti era riservato il percorso tosto di 86 km con un dislivello di 4.500 metri.

Il bello di questa tanto giovane quanto altrettanto innovativa e strabiliante manifestazione è che tutto, o quasi tutto, si svolge a Selva di Val Gardena. Dal ritiro dei pacchi gara, che si trova allo Stadio del Ghiaccio, il pasta-party e le premiazioni, che sono 200 metri più avanti alla Medal Arena e la zona Expo che è in pieno centro di Selva, a fianco della strada principale (da cui parte la granfondo) nella Piazza Nives. Gli alberghi sono tutti molto vicini e comodi, anche se qualcuno preferisce alloggiare tre chilometri più a sud, a Santa Cristina o addirittura ad Ortisei.

Noi abbiamo alloggiato presso il Residence Crespeina*** che dispone di due strutture con sette appartamenti proprio sulla Strada Puez a 100 metri dal Palazzo del Ghiaccio dove si ritirano numeri e pacchi gara e quindi alla zona Expo. La scelta di alloggiare in un appartamento è sempre molto gettonata dai bikers che spesso preferiscono cucinare la loro dieta negli orari graditi.

Si tratta di un bellissimo residenze in stile sudtirolese, con appartamenti di recente costruzione completamente rinnovati e modernizzati, quindi con cucina dotata di tutto il necessario per fare da mangiare, fuochi elettrici e forno a micro onde e bagni accoglienti con doccia o vasca. Tutti gli appartamenti hanno un bellissimo balcone con vista sul Gruppo Sella e il prato verde che d’inverno non è altro che una pista da sci. Quindi da tenere presente per gli amanti dello sci anche per la stagione invernale.

Crespeina è inoltre dotato di un parcheggio privato e di un piccolo deposito bici. Il motto del Residence Crespeina è questo: “Come a casa vostra e di più” e noi confermiamo in pieno. La conduzione familiare di questa struttura è veramente molto accogliente grazie alla bellissima famiglia di David Lardschneider (insegnate di lingue e giornalista ladino) che da oltre 40 anni gestisce questa struttura, prima con papà Mattia, falegname in pensione ma anche apicoltore e mamma Edith, una signora simpatica, gentile e sempre disponibile.

Gentilezza e cordialità che sicuramente derivano dalla cultura ladina che caratterizza le valli del Sellaronda: La Val Gardena, La Val Badia con Marebbe, Cortina d’Ampezzo, Livinallongo e la Val di Fassa, dove sin dai 4-5 anni i bimbi parlano già tre lingue: ladino, italiano e tedesco, alle quali va aggiunto l’inglese, che si studia sin dai primi anni di scuola elementare.

La mia griglia era la n. 10 e la mia partenza era prevista per le 8,00 anche se vi è l’obbligo di entrare in griglia entro la mezzora precedente l’orario di partenza stabilito, pena la retrocessione all’ultima griglia. La mattina della gara, come di consueto, esco un’ora prima e posiziono la mia bici in griglia per poi andare a fare subito qualche scatto ai professionisti delle ruote grasse. Coriandoli e fumogeni ovunque, lo spettacolo animato dalla inimitabile voce dello speaker Paolo Mutton ha inizio e l’adrenalina inizia a salire per tutti, pubblico compreso.

Partiti coloro che si giocano la UCI-HERO MTB Marathon World Cup, sia donne che uomini, torno al mio posto che nel frattempo si era riempito di biker uno accanto all’altro. La mia tattica è quella di partire con mezza borraccia, poiché al pronti via si va subito in salita, prima asfalto per un paio di chilometri al 12% e quindi si attacca il Dantercepies su sterrato, che parte subito con uno strappo al 23%, per poi proseguire per altri 5,6 km fino alla stazione sciistica che si trova a 2.298 metri di altitudine. Il cielo è completamente azzurro senza una nuvola ed è prevista una giornata di sole con temperature che saliranno oltre i 20°C. Ovviamente non può mancare il telefono in tasca con cui immortalerò le foto ed i video di questo Paradiso delle Dolomiti. Quindi meglio limitare il peso della borraccia al minimo necessario, tanto in salita berrò poco, e in discesa mai, le mani dovranno stare ben strette sulle manopole.

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Leonardo Olmi, Italian Press Cycling Champion.

Il bello della Hero è che ad ogni ristoro (ce ne sono 5 sul lungo e 3 sul corto) si troveranno rifornimenti di Sali minerali, acqua e coca-cola oltre a panini, frutta, dolci, barrette e gel. Io ho preferito portarmi dietro il minimo indispensabile dei prodotti Inkospor che uso abitualmente. Tra questi i mitici gel Ice-Tea, barrette Energy-bar, fiale di magnesio e di amminoacidi. Dopo la prima asperità del Dantercepies, che conviene affrontare molto regolare, scendiamo al Passo Gardena, per poi proseguire verso Colfosco e quindi Corvara, dove ci aspetta la successiva lunga risalita fino al rifugio Pralongià (2.157 metri di altitudine). Durante questi primi 20 chilometri mi ricordo quella regola del ciclismo che dice: “bere, bere, bere”, si perché il vero nemico della Hero possono essere i crampi, vista la lunghezza e la durezza delle salite.

La temperatura è intorno ai 16°C e sembra che l’estate sia già esplosa anzitempo, mi godo il panorama, mi fermo a fare foto qua e là ai biker che spingono la bici sul Dantercepies e sul Pralongià e continuo a registrare video che mi serviranno per raccontarvi questa meravigliosa esperienza. Sul Pralongià giro per la prima volta a sinistra seguendo le frecce arancione del 60km alla scoperta del mio primo medio. Fra me e me penso subito che “sta volta durerò meno fatica”, ma quando affronto la lunga e ripida discesa che porta sotto al Pralongià in direzione di San Cassiano mi domando subito: “ma qui poi ci sarà da risalire”. Si perché il 60km poi ritorna sul Pralongà e si ricongiunge con l’85 e il 71km fino ad Arabba, dove si separerà di nuovo. Ed infatti la salita per tornare sul bellissimo pianoro del Pralongià è durissima, vedo spesso sul mio Garmin 20-24% e non scende mai sotto i 12-15%, alla faccia della passeggiata.

Leonardo Olmi, Italian Press Cycling Champion.

Una volta ricongiunti con il lungo, dal Pralongià scendiamo fino al Passo Campolongo. Qui veniamo dirottati dallo staff nel sentiero del prato adiacente che ci porta giù in picchiata verso Arabba dove al ristoro riempio la borraccia, prendo un pezzo di dolce ed un gel. Poco dopo Arabba, inizia la scalata verso il Passo Pordoi, riservata ai bikers del 60 e del 71km. Una specie di mulattiera che ho visto mille volte dalla strada in asfalto a tornanti che si fa in auto o bici da strada verso il Pordoi. Ho sempre pensato che fosse facile, fattibile, ecc. Si fattibile lo è ma anche qui le pendenze salgono spesso intorno al 22% per centinaia di metri e quindi ti spezzano le gambe.

Leonardo Olmi, Italian Press Cycling Champion.

Pensieri da una parte, capo basso e continuare a spingere. Già, poi mi ricordo che io devo anche documentare la gara, questi momenti sono fondamentali, e quindi mi fermo, metto giù la bici, stando attento che non scivoli a valle, e cerco di aspettare il momento giusto per lo scatto che meglio possa raccontare questi passaggi e ricordi che rimarranno indelebili, per sempre! Il tempo scorre, non importa, non sono qui per “fare” il tempo, ma per capire e raccontare come mai in solo poco più di dieci anni questo evento è cresciuto dieci volte tanto e perché tutti vogliano diventare degli “Hero”. Ma tutta questa fatica non è sprecata, serve per farci godere dello scenario meraviglioso delle Dolomiti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Una volta scollinato il Passo Pordoi (l’ultimo tratto su asfalto) ci si ricongiunge con il lungo ed il Medio per poi condividere la discesa lungo le piste da sci alla volta del rifugio del Lupo Bianco, dove si trova il nostro terzo e ultimo ristoro prima di affrontare la salita verso il Passo Sella. Nonostante il tentativo di risparmiarsi e non esagerare, la fatica comincia un po’ a farsi sentire, anche se devo dire che grazie ai sali minerali trovati ai ristori e ai miei prodotti Inkospor assunti con regolarità non ho sintomi di crampi. Anche l’abbigliamento aveva la sua importanza e sotto al mio completo tecnico prodotto da MB Sport di Agliana (PT) corredato di smanicato antivento per le discese, indossavo un intimo retato smanicato marcato Think+ prodotto sempre dalla stessa casa madre, tutto Made in Italy.

Leonardo Olmi, Italian Press Cycling Champion.

Anche lungo quest’ultima scalata, così fino alla fine della gara troveremo il sole, che ci dà qualche motivo in più per non mollare e resistere fino all’arrivo di Selva di Val Gardena dove ci attende una grande festa e dove tutti saranno degli EROI. Quella del Passo Sella è un’altra salita che mi ha lasciato ben impresso nella mia memoria le pendenze, spesso al 20% con punte al 24% e mai sotto il 12%, alla faccia del più facile e meno duro che pensavo io. Anche se poi, poco prima di scollinare sul Sella, saremo omaggiati di un panorama meraviglioso con il Gruppo del Sella e il Sass Pordoi su un lato ed il Gruppo del Sasso piatto sull’altro. Non riesco a non fermarmi per immortalare nel mio cellulare foto e video, troppo bello! Poi una volta scollinati sul Sella si affronta un vallonato sotto all’imponente mole e all’ombra del Sasso Piatto che ci fa attraversare la famosa “Città dei Sassi”, uno scenario lunare bellissimo. Quindi di nuovo in discesa alla volta di Selva di Val Gardena.

Nel frattempo che i comuni biker stanno ancora soffrendo a metà percorso, gli Eroi della UCI-HERO MTB Marathon World Cup non si sono risparmiati per niente sui cinque passi (Gardena, Campolongo, Pordoi, Sella e Duron) nella gara più dura al mondo, partita e arrivata a Selva. Alla fine l’ha spuntata il tedesco Andreas Seewald con la maglia di neo Campione Europeo, che porta a quota tre il suo palmares. Secondo il Colombiano Leo Paez e terzo l’italiano Andrea Siffredi.

Nella corsa in rosa corsa sul mio stesso percorso di 60 km, a spuntarla su tutte è stata l’italiana Sandra Mairhofer, che precede di oltre due minuti Mara Fumagalli. Sul terzo gradino del podio si classifica invece la polacca Paula Gorycka-Kurmann.

La festa della Hero si è conclusa alla sera quando alle 21,00 erano in programma le premiazioni presso la Medal Plaza di Selva di Val Gardena. Mentre per chi ancora aveva forza nelle gambe e voglia di pedalare, la domenica poteva godersi un’altra giornata di sole per pedalare la Hero Gourmet con le E-Bike. Si perché quella della Hero, che appunto si svolge al sabato, è sempre un’ottima occasione per passare un lungo weekend sulle Dolomiti insieme alla famiglia, dove si possono alternare pedalate in bici sui passi o sulle ciclabili, alle escursioni di trekking, le camminate e le salite in funivia fino a quasi 3000 metri di altitudine.

Vi ricordo che il servizio fotografico ufficiale della gara è stato realizzato dall’agenzia Sportograf. Tutti i partecipanti della Hero, possono acquistare le loro foto tramite l’efficientissimo sito, che fin dal lunedì sera aveva già reso disponibile il pacchetto comprendente stupende immagini scattate da esperti fotografi nei punti più strategici del percorso.

HERO Südtirol Dolomites

UCI-HERO Marathon World Cup

Residence Crespeina *** – Selva di Val Gardena

www.crespeina.com – 335 539 1056

Uff. Stampa

LDL COMeta

Leonardo Olmi ringrazia i suoi supporter:

Inkospor (integratori alimentari)

MB Sport (abbigliamento tecnico sportivo)

Think+ (intimo e accessori per il ciclismo)

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