Un’esperienza unica, diversa dalle granfondo, senza stress da prestazione dove ti godi i panorami e vieni coccolato dall’organizzazione.
Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi, Fotostudio3 ed Organizzazione.

Se hanno raggiunto la 48ma edizione vuol dire che ci sanno fare ed offrono a chi si iscrive un servizio apprezzato. Ma vediamo cos’è il Giro delle Dolomiti, di cui conoscevo l’esistenza, ma non avevo mai avuto l’occasione di parteciparvi. Occasione che quest’anno è arrivata grazie all’ufficio stampa Sportissimus (Media & Communications) diretto da Hannes Kröss che mi aveva lanciato l’invito un anno fa in occasione della Dolomiti Superbike di Villabassa. Una volta arrivato l’accredito e l’approvazione da parte del Presidente Bettina Ravanelli, ho selezionato tre tappe e sono partito.

Si perché le tappe sono sempre cinque, di solito con partenza al lunedì della terza settimana di luglio, fino al venerdì. Le tappe in programma per il GdD 2025 erano rispettivamente: Pietralba, Sellaronda, Passi Mendola e Palade, Passo dello Stelvio per concludere con l’Alpe di Siusi e Seiseralm. Quindi che decide di partecipare a tutto il Giro di solito giunge a Bolzano, base logistica selezionata ogni anno dagli organizzatori, al sabato o alla domenica precedenti per poi rimanervi fino al weekend successivo. Le tappe hanno sia come base ed arrivo la Fiera di Bolzano (dove si effettueranno ritiro del pacco gara e premiazioni finali, ma anche i pasta party che caratterizzano le tappe bolzanine) che altre località limitrofe che necessitano un trasferimento mattutino in auto o in bus messi a disposizione dagli organizzatori.



Coloro che si affidano ai loro camper o van attrezzati potranno direttamente spostarsi alla base della tappa successiva direttamente la sera precedente, dove sono riservati dei parcheggi auto e direttamente per gli iscritti al GdD. Altrimenti la citta di Bolzano o meglio i paesi di provincia limitrofi offrono varie disponibilità di alloggio dagli hotel agli appartamenti.

A tal proposito sconsiglio vivamente di alloggiare a Bolzano, specie nella zona centrale, dove il traffico è tremendo ed influisce decisamente sulle tabelle di marcia programmate. Altro problema sono i parcheggi, spesso a pagamento anche nell’hotel di appartenenza, che oltre ad essere cari a volte risultano anche essere pieni con lunghe code di attese per entrare. Come è successo al sottoscritto che era stato alloggiato al Mondshein Luna nel centro di Bolzano. Altro problema è che tali alberghi offrono la colazione a partire dalle 7,00 del mattino, mentre chi partecipa alle tappe del Giro con partenza alle 8,30 – 9,00 del mattino deve fare colazione almeno alle 5,30 – 6,00 e lasciare l’albergo per il trasferimento alle 6,30 – 7,00 del mattino. Quindi molto meglio un appartamento dove potremo fare colazione a che ora vogliamo e cucinare la nostra cena quando rientreremo molto stanchi e non avremo voglia di andare a cena fuori.


Questo era solo una piccola nota negativa, quella positiva è che il Giro delle Dolomiti lo si fa senza stress agonistico ed in completa sicurezza. Infatti saremo scortati come gruppo (che può raggiungere fino a 400 ciclisti) dall’inizio alla fine, con moto e auto che ci proteggono e ci aprono le strade lungo tutte le tappe.


Strade che troveremo sempre chiuse nel senso di marcia ed in entrambi i sensi nei tratti cronometrati. Si perché la parte competitiva, quella che poi decreterà anche la classifica finale a chi porta a termine tutte le tappe, è soltanto quella dei tratti cronometrati in salita che si trovano in ogni tappa.

Tratti che, come ho detto, saranno completamente chiusi al traffico in entrambi i sensi di marcia, offrendo spettacolo, adrenalina e sicurezza ai partecipanti. Come ad esempio il tratto che dal bivio Lupo Bianco sale fino al Passo Pordoi o quello che da Trafoi sale al Passo dello Stelvio, tratti che solitamente vengono chiusi al traffico solo in occasione di grandi eventi, come il Giro d’Italia, il Sellaronda Bike Day, lo Stelvio Bike Day ecc..

Quindi va un plauso agli organizzatori che grazie all’importanza e popolarità raggiunta dal Giro delle Dolomiti in tutti questi anni riescono ad ottenere tutto ciò dalla Provincia del Trentino Alto Adige e dalle varie amministrazioni locali.

Ma partecipare al Giro delle Dolomiti vuol dire anche essere coccolati dall’inizio alla fine di ogni tappa, dove alla mattina potremo consegnare uno zaino con il nostro abbigliamento di ricambio, mantellina, integratori ecc. che troveremo puntualmente al ristoro al termine della cronoscalata, senza avere la necessità di riempire le nostre tasche o portarsi dietro borsette aggiuntive sulla nostra bici.

Con me portavo sempre e comunque una mantellina antivento leggera in tasca, nel caso di pioggia improvvisa, oltre che all’antivento della mia divisa personalizzata prodotta da MB Sport di Agliana (PT). Quello prodotto da MB Sport è un gilet tecnico performante, leggero, ma molto funzionale e versatile, confortevole e tecnico allo stesso tempo, che lo si può anche ripiegare e tenere comodamente in tasca.


Al di la delle decisioni personali, come appunto la mia di avere sempre dietro qualcosa per le emergenze, potremo viaggiare leggeri, proprio come dei Pro, e prendere una mantellina pesante, di quelle che non stanno nelle tasche della maglia, prima della discesa nel fornitissimo ristoro che troveremo al culmine della salita di giornata. Ristori che mi sembravano quelli che normalmente si trovano alle più importanti granfondo, come Maratona delle Dolomiti, Hero, ecc.. C’era di tutto di più, dai dolci ai panini, dai biscotti alle banane, ed ovviamente acqua e sali minerali per riempire le nostre borracce.

In alcune tappe più lunghe ne vengono allestiti addirittura due, quindi non rimarremo mai senz’acqua e potremo fare anche a meno di portare gel e barrette in tasca, anche se chi è affezionato ai propri prodotti, come il sottoscritto che si affida ad Inkospor per l’integrazione alimentare, porterà dietro comunque i propri.


Anche il pranzo è sempre stato super, con l’immancabile pasta, contorno e dei super dolci, ovviamente non poteva mancare lo strudel. E durante il pasto nessuna preoccupazione per le bici, che venivano posizionate in zona sicura e supervisionata dagli addetti dello staff. Che dire, quella del Giro delle Dolomiti è un’esperienza che se abbiamo una settimana da dedicare alla bici senza voler disegnare tappe e itinerari da noi, dovremmo provare affidandoci all’ottima organizzazione capitanata da Bettina Ravanelli affiancata da uno staff che ha anni d’esperienza sia nel Giro che in tanti altri eventi ciclistici che vengono organizzati nel nord-est d’Italia. Se poi non avete una settimana a disposizione o volete limitare i costi potete anche selezionare solo alcune tappe, come ho fatto io, che il Giro delle Dolomiti vi accoglierà lo stesso.




Unica cosa che dovrete mettere in conto è la pazienza durante le tappe, in quanto nonostante vi siano auto e moto che regolano il gruppo, dovremo stare sempre compatti a salvaguardia della nostra sicurezza a causa dei diversi livelli di età ed allenamento tra i ciclisti del gruppo. Questo comporterà andare molto piano sia in salita che in discesa, fatta eccezione per il tratto cronometrato, ovviamente. Quindi meglio partire con dei pattini e delle pastiglie dei freni nuovi, poiché li useremo molto.



Ma questo non sarà così poi tanto una sofferenza, dato che ci aiuterà ad ammirare ed apprezzare a velocità lenta i meravigliosi panorami delle Dolomiti che ci circondano ad ogni tappa, dal massiccio del Sellaronda con i suoi Sass Pordoi, il gruppo del Sassolungo salendo verso il Passo Sella, il Sassongher di Corvara, le meraviglie della Val Mesdì salendo al Passo Gardena, l’Ape di Siusi, il ghiacciaio dell’Ortles-Cevedale salendo verso il Passo dello Stelvio, le Tre Cime di Lavaredo, ecc., ecc. Pedaliamo all’interno delle DOLOMITI che dal 2009 sono anche Patrimonio dell’Umanità.


Per la cronaca, il Giro delle Dolomiti 2025 si è chiuso con la vittoria dei coniugi Michael e Janine Meyer, tedeschi di Colonia, lei anche vincitrice della ultima Ötztaler Radmarathon. La vittoria di Janine Meyer non è mai stata in pericolo, nemmeno nella tappa finale all’Alpe di Siusi, mentre in campo maschile è continuata la sfida tra Michael Meyer e l’altoatesino Georg Widmann. Ad avere la meglio tra i due nella classifica generale è stato il ciclista tedesco.



Vi ricordo che il servizio fotografico ufficiale della gara è stato realizzato dall’agenzia Fotostudio3. Tutti i partecipanti al Giro delle Dolomiti, possono acquistare le loro foto tramite l’efficientissimo sito, che fin dal venerdì sera aveva già reso disponibile il pacchetto comprendente stupende immagini scattate da esperti fotografi nei punti più strategici del percorso.



Pagina Facebook del Giro delle Dolomiti
Sportissimus (Media & Communications)


Leonardo Olmi ringrazia i suoi supporter:
Inkospor (integratori alimentari)

MB Sport (abbigliamento tecnico sportivo)

Think+ (intimo e accessori per il ciclismo)

