Non mancava proprio nulla lungo i 45 chilometri della prima B-King MTB

A due anni dai Mondiali di Ciclismo su strada, approda anche la mountainbike nel Comune di Fiesole intorno alle colline che sovrastano Firenze. Partenza dalle Caldine con arrivo a Fiesole su di un percorso dove gli organizzatori hanno messo di tutto di più: rocce, radici, ghiaino, guado, fango, single-track, lastricato in cemento, strade in pietra, strade bianche, bike-park, attraversamento di paesini e arrivo a Fiesole di fronte al colonnato del palazzo del Comune, facendoci sentire tutti protagonisti, dal primo all’ultimo

Testo di Leonardo Olmi, foto FotoCastagnoli e Leonardo Olmi

10_partenza_protagonisti_cipriani

Di questa prima edizione della B-King MTB se ne parlava già da tempo in Toscana e più che altro a Firenze e provincia, terra di stradisti e biker allo stesso tempo. Qua in Toscana, infatti, ci sono tante gare sia su strada che di mountainbike e al 70% chi possiede una bici da strada ne possiede anche una da mtb. E di questo 70% un buon 50% partecipa sia alle granfondo su strada che a quelle con le ruote grasse, a meno che non siano concomitanti. Ogni domenica, infatti, da febbraio ad ottobre, dall’alba fino al primo pomeriggio è tutto un brulicare e uno sfrecciare di auto e camper con bici a bordo o sul tetto o sul retro che su strade e autostrade toscane si muovono da una gara all’altra.

Quello della B-King di Fiesole rappresentava per molti un po’ la gara di fine stagione, e come si vociferava in giro da tempo “… manteniamo la gamba fino a Fiesole, e poi si staccherà per un po …”.

19_Cipriani e Balucani

E così è stato, ma visto che tutti ci tenevano a far bella figura in questa prima edizione delle ruote grasse, la gamba andava mantenuta bene e già dalla fine di settembre è stato tutto un provare e riprovare il percorso una volta che Michele Balucani (Vice Presidente del Veloce Club Firenze – società organizzatrice) lo aveva ideato, creato e tracciato. A far questo gli hanno dato una grande mano i ragazzi del Vincigliata Trail Building in collaborazione al Firenze Free Ride, che hanno tirato fuori un tracciato dove vi era tutto di più, di ciò che ci si po’ aspettare da un percorso di mountainbike. Quello del lungo di 45 chilometri (con un dislivello di 1800 metri) era un tracciato bellissimo anche per chi voleva prendersela con calma, staccando ogni tanto gl’occhi dalla ruota anteriore, nei tratti di sentiero più facili, e godersi il panorama verso Firenze dalle colline di Fiesole che sovrastano il capoluogo toscano. Le zone ed i paesi principali che dovevamo attraversare erano quelli del borgo di Ontignano, di Poggio Pratone, dove si trovava il bivio per il percorso corto (24 chilometri con 950 metri di dislivello), per poi andare verso nord in direzione Quattro Strade e quindi Poggio Capanne, dove era posto il giro di boa che ci avrebbe riportato verso Fiesole attraverso l’Olmo.

Avevo sentito dire che il percorso era duro e tecnico, ma fino al giorno della gara non immaginavo ne quanto ne come, poiché purtroppo sono stato uno dei pochi che, nonostante la vicinanza alla zona, non era riuscito a provarlo prima. Tra chi me lo descriveva come tale vi erano anche gli atleti e amici della Cicli Taddei, dai due Francesco, Casagrande e Failli, a Tommaso Vanni.

11_partenza_atleta Veloce Club_Pruneti

Ma anche l’amico Guido Pruneti del Veloce Club, mi aveva allertato non poco, dato che puntando alla vittoria di categoria (la M2) aveva memorizzato ogni sasso e radice del percorso già da tempo. Dico la verità, tutte queste notizie erano un po’ scoraggianti, specie quando la settimana precedente la gara del 18 ottobre, era piovuto di continuo facendo presagire che pedalare su rocce e radici viscide non sarebbe stato il massimo. Ma d’altra parte si sa che la mountainbike è fatta anche di questo, percorsi sconnessi che per l’occasione erano resi ancor più insidiosi dalla pioggia e quindi dal fango. Ma si sa anche che se non vogliamo sporcarci e non mettere il piede a terra per spingere la bici, dobbiamo lasciar stare le ruote grasse e andare solo su strada.

Alla fine, anche se un po’ di mal di gola e raffreddore avevano provato a farmi desistere ancor più della pioggia e della gara dura e tecnica, domenica mattina 18 ottobre mi sono presentato anch’io alle Caldine per onorare questa prima edizione. A convincermi del tutto è stato l’organizzatore della granfondo, colui che in soli tre anni ha fatto crescere la “sorella” su strada (la Granfondo Firenze De Rosa) in maniera esponenziale.

7_cipriani alla partenza

Sto parlando di Alessandro Cipriani, Presidente del Veloce Club Firenze, un gruppo fatto solo da appassionati che con le loro famiglie a seguito si danno una mano l’un l’altro per rendere reale e concreta la passione della bicicletta sia su strada che fuoristrada.

Già fin dalla domenica mattina, salendo con l’auto verso Fiesole da Firenze per via S. Domenico, si respirava aria di ciclismo e mi tornavano in mente quelle immagini del gruppone di corridori e della massa di tifosi accalcati a bordo strada che colorarono Firenze durante i Mondiali di Ciclismo su strada del 2013.

21_monumento Mondiali Ciclismo 2013

Specie quando in memoria di tutto questo vedo la stele commemorativa a bordo strada. Chi giungeva a Fiesole da Firenze zona Stadio, una volta arrivato in Piazza Mino (dove poi ci sarebbe stato l’arrivo della granfondo) doveva scendere giù verso Pian del Mugnone, la famosa discesa che da Fiesole portava i professionisti del mondiale all’imbocco del mitico strappo di Via Salviati. Da qui i biker in cerca del ritrovo svoltavano a destra per giungere dopo due chilometri alle Caldine, dove in un ampia location, quella del Centro Sportivo Poggioloni del Fiesole Calcio, avrebbero trovato di tutto: parcheggi, iscrizioni, area team, docce, premiazioni e pasta-party.

Anche la partenza era posta sull’ampio viale di fronte, dove a pochi minuti dal via (fissato per le 10 in punto) son arrivati i grandi protagonisti che si sarebbero conteso il titolo di Primo Re di Fiesole. Tra di essi vi erano i due portacolori del Team Bianchi I-idro Drain Leonardo Paez e Tony Longo, e gli ex pro stradisti della Cicli Taddei, Casagrande, Failli e Testi, a cui per l’occasione il team di Taddei aveva affiancato anche l’attuale pro su strada Elia Favilli ancora in forza al Team Yellow Fluo della Southeast.

9_Paez e Casagrande_partenza E se alla vigilia era facile prevedere un dominio del duo della Bianchi Paez-Longo, così è stato con i due che sulla prima salita prendono subito un vantaggio di 30 secondi che arriverà fino a oltre 4 minuti all’arrivo sotto il loggiato del Comune di Fiesole, con il colombiano Paez che lascia la vittoria al compagno di squadra italiano Longo, che conquista la corona di primo Re della B-King MTB. A resistergli ci hanno provato la coppia Failli-Casagrande della Cicli Taddei, con lo sfortunato Casagrande che fora a metà gara lasciando il compito di inseguire a Failli che completerà il podio. Nella corsa al femminile la corona di Regina della prima B-King 2015 è invece andata alla campionessa lituana Katazina Sosna del Torpado Factory Team che ha rifilato più di 5 minuti a Chiara Mandelli del Becycle Team e ben 9 a Pamela Rinaldi di Ciclissimo Bike.

Soddisfazione per gli organizzatori che hanno ricevuto i complimenti sia dal colombiano Leonardo Hector Paez Leon (medaglia di bronzo quest’anno ai Mondiali Marathnon della Val Gardena, in occasione della mitica Hero) e da Tony Longo, che ricordiamo è stato Campione Italiano nel 2013 e vincitore di ben quattro gare durante questa stagione. Ma al di la di chi ha dominato questa granfondo di mountainbike sia al maschile che al femminile, tutti sono stati protagonisti, in quanto tutti hanno saputo apprezzare il percorso nei suoi tratti facili ed in quelli più difficili, sia quando si doveva scendere a piedi in salita che in discesa.

12_prima salita_spinta

Le rocce e le pendenze di alcuni tratti, ci costringevano a spingere in salita poiché era impossibile mantenere l’equilibrio dovuto alla bassa velocità ed allo slittamento della ruota posteriore, mentre la sicurezza ed il buon senso ci consigliavano di scendere ancora dalla nostra bici in discesa la dove le rocce bagnate e viscide a causa del fango sconsigliavano di mollare i freni e lasciar scorrere la bici, come di solito si conviene fare quando è asciutto. Usare prudenza nei confronti del precorso e rispetto nei confronti degli altri biker, ha fatto si che domenica 18 ottobre sia stata per i più un motivo di divertimento e buon ricordo per il prossimo anno, dove molto probabilmente la ritroveremo ancora come ultima delle sette prove che facevano parte dell’MTB Tour Toscana.

18_podio assoluta uomini

Il servizio fotografico della gara di Fiesole e quindi le foto che ritraggono i partecipanti lungo il percorso sono facilmente rintracciabili tramite il pettorale e quindi acquistabili sul portale di Foto Castagnoli (www.fotocastagnoli.net).

B-King: www.b-king.it

MTB Tour Toscana

www.mtbtourtoscana.com

Classifiche SMS sport (Winning Time)

http://www.sms-sport.it/mainpage.php

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...