La Fausto Coppi: salite da leggenda

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Due percorsi per scalatori veri, che potranno affrontare i 177 chilometri del percorso della granfondo La Fausto Coppi Le Alpi del Mare, o i 111 di quello di mediofondo. Cambio della quota dopo il 15 aprile.

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Sono leggendarie le salite de La Fausto Coppi Le Alpi del Mare (ph Play Full)

11 aprile 2016, Cuneo – Se tra ciclisti si parla della granfondo La Fausto Coppi Le Alpi del Mare, che andrà in scena il prossimo 10 luglio a Cuneo, è innegabile che un brivido corra lungo la schiena. Chi ha già preso parte a quella che è una tra le granfondo più dure d’Europa, sa di cosa si sta parlando e nella mente ritornano i meravigliosi scenari delle Alpi Cozie, così come il bruciore alle gambe, immancabile sulle dure rampe della scalata al Colle Fauniera, cima Coppi della granfondo.

Chi, invece, non ha ancora partecipato a La Fausto Coppi, ne ha talmente sentito parlare dai compagni di pedale, che ormai la vede come una leggenda, che almeno una volta nella vita va assolutamente provata.

Due percorsi da veri camosci, dove la salita è quella vera, quella delle montagne serie, quelle che ti portano a 2500 metri di quota sul livello del mare, là dove osano le aquile.

Sono quindi due i percorsi proposti ai partecipanti: 177 i chilometri all’interno dei quali sono distribuiti i 4125 metri di dislivello suddivisi nelle quattro salite principali del percorso di granfondo e un po’ più corto, solo 111 chilometri, e un po’ più facile con i suoi 2500 metri di dislivello racchiusi in due salite, il percorso di mediofondo.

Un vero viaggio all’interno delle Alpi Cozie, per il percorso di granfondo che, partito da Cuneo alla volta di Brossasco, dopo un primo tratto di pianura, si inserisce nella Valle Varaita per affrontare, a Ponte di Valcurta, il primo valico di giornata: il Santuario di Valmala posto a quota 1380 m slm. Lo si raggiunge dopo quasi 10 chilometri di ascesa con una pendenza media all’8%, ma punte impegnative anche al 14%.

Ridiscesi a Rossana si oltrepassa la facilissima Colletta di Rossana per giungere a Dronero, all’imbocco della Valle Maira, dove si andrà ad affrontare la seconda fatica di giornata: l’ascesa a Montemale e quindi svalicare alla Piatta di Soprana a quota 1136 m slm.

Discesi in Valgrana, e ricongiunti con il percorso di mediofondo, inizia la parte importante di giornata. Alcuni chilometri facilmente affrontabili portano i concorrenti a Pradleves dove inizia l’ascesa al Colle Fauniera. Dura, spietata, affascinante, selvaggia: gli aggettivi si sprecano per una salita che è da considerarsi tra le più difficili dell’arco alpino. La quota da raggiungere indica 2484 m slm, che si guadagna in 22,3 chilometri di ascesa per scalare un dislivello complessivo di 1689 metri con una pendenza media dell’8% e massima del 14%. I primi chilometri di salita non presentano particolari difficoltà: la strada procede infatti disegnando curve sinuose incassate tra profonde pareti rocciose scavate dal torrente Grana. All’ingresso di Campomolino la pendenza comincia a salire, da qui la strada si impenna inesorabilmente. Il tratto chiave è quello compreso tra Campomolino ed il Santuario di San Magno: 6,4 chilometri con pendenza media del 10%, ma con punte del 14%. Brevissimo punto di respiro presso il santuario di San Magno: poche centinaia di metri prima di affrontare i durissimi 9 chilometri, con pendenza media del 8,2%, che portano in cima. Sicuramente è il tratto più affascinante della salita: la strada si riduce ad un esile nastro d’asfalto che sale a ridosso di pascoli popolati da mandrie di bovini. Si passa la Malga Martini e si continua a salire lambendo il colle d’Esischie (bivio al chilometro 20,5 con la strada che sale dal Vallone di Marmora). Infine gli ultimi 2,5 chilometri che ci separano dal Colle dei Morti – Fauniera.

Una lunghissima e bellissima discesa porta direttamente a Demonte in Valle Stura, che viene attraversata nel fondo valle, per giungere a Festiona, punto in cui si darà il via alla quarta e ultima ascesa: la Madonna del Colletto.

Sono sette chilometri e poco più che portano a quota 1304 m slm, ma la sua pendenza media dell’8% con punte al 13%, la rende veramente ostica, soprattutto dopo avere già percorso 143 chilometri. Giunti in cima, ammirata la chiesetta e fatto rifornimento al ristoro, non resta che la discesa a Valdieri, in Valle Gesso, e quindi continuare a scendere dolcemente fino a Cuneo per guadagnare il traguardo posto in piazza Galimberti.

Indubbiamente si dovrà spendere tanta fatica, ma è il prezzo da pagare, per godersi paesaggi da incanto, e per portare a casa una vera e propria impresa: chi avrà vinto impiegando meno tempo di tutti gli altri, e chi avrà vinto riuscendo ad arrivare fino in fondo a questo percorso con salite ormai leggendarie nell’immaginario ciclistico.

Ancora pochi giorni per potere sfruttare la quota agevolata di 40 euro, che scadrà il 15 aprile. Dopo tale data saranno 45 gli euro necessari per iscriversi alla Granfondo La Fausto Coppi Le Alpi del Mare.

Stessa data per la scadenza della quota agevolata di 50 euro della combinata con la Granfondo della Nocciola – Alta Langa.

Visita il sito de La Fausto Coppi Le Alpi del Mare

Iscriviti a La Fausto Coppi Le Alpi del Mare

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Fonte&Info:

Vitamina C – Ufficio Stampa 
La Fausto Coppi 2016 e
Granfondo della Nocciola Alta Langa 2016
powered by 
Play Full – Agenzia Stampa
gflafaustocoppi@playfull.it

 

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