La Maratona dell’AMUR.

Anche se il tempo non era dei migliori, la Maratona dles Dolomites 2017 è stata fredda ma asciutta e colorata dal rosso della maglia di questa 31ma edizione dedicata all’Amore.

Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi, Organizzazione e Sportograf.

Posso affermare, e sono certo di non sbagliarmi, che la Maratona dles Dolomites rappresenti il più importante appuntamento del panorama granfondistico internazionale. Sono infatti “solo” poco più di 9.000 i fortunati sorteggiati a fronte di oltre 33.000 richieste, che ogni anno attendono con grande trepidazione il primo weekend di luglio. Tutti vogliono essere alla Maratona, perlomeno una volta nella loro vita, e tutti quelli che hanno la fortuna di esserci, dopo quella volta vogliono ritornarci, coinvolgendo tutta la loro famiglia, i loro amici ciclisti, e prenotando con un anno d’anticipo l’albergo o il garnì in uno dei tanti e incantevoli paesi dell’Alta Badia. Corvara è sicuramente la più gettonata in quanto, oltre che ad esserci l’arrivo, è anche la meglio posizionata logisticamente parlando. Per il sottoscritto niente di meglio che essere alloggiato presso l’Hotel Italia, proprio di fronte alla Strada Col Alt da dove transita la Maratona e a due passi sia dall’ufficio stampa che dalla zona di arrivo.

Ma poi, ovviamente, ci sono anche Colfosco, La Villa (dove si trova la partenza), San Cassiano, Badia (dove si ritirano i pacchi gara e viene allestita la zona Expo), Pedraces, Arabba e via via tutti gli altri; dei paesi meravigliosi che non hanno bisogno, come del resto tutte le Dolomiti (Patrimonio UNESCO dell’Umanità dal 2009), di presentazioni. E quindi già fin dal mercoledì, chi dal giovedì o venerdì (qualcuno si prende anche una settimana di ferie) si parte in direzione di Corvara, programmando gli itinerari panoramici più belli da seguire in auto. Si perché quella della Maratona è l’occasione, oltre che per la bicicletta, di una vera e propria vacanza in uno dei posti più belli d’Italia e del mondo. Non si possono perdere, all’andata e al ritorno, i passi dolomitici; conviene fare itinerari diversi in entrambi i viaggi, in modo da godersi quei panorami unici che tutto il mondo ci invidia. A differenza del 2015, ma più o meno come l’anno scorso, per la 31ma edizione della Maratona a rincuorare tutti noi ciclisti sono le previsioni dei vari siti meteo che, anche se non danno temperature altissime, perlomeno escludono la pioggia il 2 di luglio, lasciando comunque nuvole qua e la sulla maggior parte del Südtirol. Questa, infatti, non a caso è la Maratona di Michil Costa, che ormai già da molti anni di fila, accoglie i ciclisti o con il sole o quantomeno senza pioggia; sembra quasi che Michil abbia la bacchetta magica per non far piovere su quella che ogni anno, da tradizione, viene considerata la quinta domenica di giugno. Per la 31a edizione della Maratona dles Dolomites – Enel 2017 il tema scelto è quello dell’Amore, l’AMUR come dicono i ladini.

Perché l’amore è come andare in bici” dice Michil Costaci vuole resilienza, perseveranza, cuore. Ci vuole testa per affrontare i sussulti dell’animo, così come i tornanti di una salita. Ci vuole ostinazione nella mente e spirito libero nel cuore. E rispetto della natura, umana e terrena. E se in questo mondo davvero trionfasse l’amore, beh, avremmo un mondo stupendo come lo sono le nostre Dolomiti”. Ed eccoci al sabato sera, l’adrenalina sale, non tanto per l’ansia da prestazione, non tanto per la competizione, ma perché la Maratona viene vissuta dai più come un qualcosa di “sacro”, come un dono, quello di essere stati sorteggiati, che viene dal fato e ci consentirà di vivere delle emozioni uniche: i passi e le strade sono completamente chiuse al traffico, la nostra bicicletta potrà scorrere sulle strade mitiche ed eroiche del ciclismo; lo farà da padrona assoluta, così come lo hanno fatto i campioni del passato e così come lo fanno quelli del presente con i grandi giri. I rumori sono solo quelli dei tubolari che scorrono sull’asfalto, dei freni che pinzano le piste delle ruote in carbonio e delle catene che scendono su e giù per il cambio, nient’altro! Nessun rombo stonato e straziante di auto e moto che sfrecciano distorcendo la musica che, invece, dovrebbe esser degna di un Paradiso come quello delle Dolomiti. E poi quest’anno per la bicicletta è un anno speciale, compie 200 anni, da quando fu inventata dal barone Von Sauerbronn il 12 giugno 1817 (senza pedali né freni), una sorta di mezzo a due ruote molto primitivo. Con gli anni è diventata uno sport appassionante e uno stile di vita, come quello di oggi per i virtuosi della sostenibilità ambientale. Pedalare sui passi dolomitici in piena libertà e senza l’assillo di auto e moto non è più un evento sporadico, ma un programma preciso di iniziative che stanno avendo sempre più successo e che danno la possibilità di vivere questo territorio sotto un’altra luce. Il noto Sellaronda Bike Day che si è svolto domenica 25 giugno è stato preceduto domenica 18 giugno dal primo Dolomiti Bike Day che ha portato oltre 5.000 ciclisti lungo le strade del Campolongo, Falzarego e Valparola per l’occasione chiusi al traffico. Rispetto al Sellaronda, il Dolomiti Bike Day ha avuto un taglio più familiare, con mamme e papà impegnati in bici con carrelli e all’interno i bambini. E poi moltissimi giovani e tantissime e-bike sul percorso, a riprova di come la bici elettrica stia cambiando non solo il modo di percorrere le strade, ma anche il modo di intendere il turismo. Un ottimo segnale per le Dolomiti, patrimonio dell’umanità. Le iniziative che prevedono la chiusura dei passi dolomitici al traffico continuano ovviamente con domenica 2 luglio in occasione della Maratona che registra solo per l’evento oltre 50.000 pernottamenti ed a cui segue un’importante novità: i mercoledì di luglio il Passo Sella rimarrà chiuso al traffico. Si tratta di un primo progetto pilota che potrà aprire nuovi scenari per un turismo sempre più sostenibile nelle Dolomiti. Ma ce n’è anche per gli amanti della mountainbike, soprattutto per coloro che non intendono fare troppa fatica. In Alta Badia è infatti nato il servizio e-bike sharing, con mezzi di ultima generazione a disposizione nelle sette stazioni dislocate nei vari paesi e sull’altipiano, per vivere le emozioni e muoversi liberamente immersi nella natura. Il servizio di sharing permette infatti di partire da una delle stazioni e riconsegnare la bicicletta presso una postazione diversa. Anche noi abbiamo avuto modo di noleggiare una bici elettrica Haibike presso il fornitissimo negozio di Sport-Kostner di Corvara, con la quale mio Papà di quasi 88 anni è riuscito a salire fino al Passo Gardena. Un’impresa che ha stupito anche lo stesso Christian Zorzi che si trovava in ricognizione per Bike Channel in vetta al passo.

Ma Sport Kostner non è solo noleggio bici, una volta passata l’estate, infatti, presso gli ampi spazi dei locali del negozio è possibile trovare sia la vendita che il noleggio per tutti gli sport invernali, dallo sci allo snowboard incluse le ultime action-cam uscite da GoPro. Il negozio offre anche il servizio di guida sia su strada che mountainbike.

Ed è proprio al piacere di pedalare sulle strade delle Dolomiti a cui pensano gli oltre 9.000 partenti, giunti da più di 69 nazioni diverse del mondo, il sabato prima della Maratona. Venuti qua per godersi, in un giorno, un angolo di paradiso dominato da tre colori: il verde dei prati, il grigio delle guglie dolomitiche e l’azzurro del cielo. Poi ci sono molti altri, ed è giusto così, che a tutto questo aggiungono l’adrenalina della competizione, d’altronde è una gara agonistica con tanto di chip, quindi chi fa il miglior tempo vince, c’è poco da dire! Ci sarà chi invece (la maggior parte) cercherà semplicemente di migliorare il proprio tempo nei tre percorsi disponibili (il Classico Sella Ronda di 55km, il Medio di 106km e il Lungo di 138km), e poi ci sarà anche, ovviamente, chi cercherà di salire sullo scalino più alto del podio. Ed è stato molto bello vivere tutte queste esperienze ed emozioni, l’una differente dall’altra, con tanti ciclisti (amici e non) che anche quest’anno ho incontrato alla Maratona. Gli argomenti e le solite chiacchiere da bar erano incentrate sul tipo di intimo, di mantelline, di copri scarpe, di olio riscaldante da usare, sul profilo delle ruote da montare, la pressione delle stesse, i rapporti da usare e così via. Poi c’erano mogli e fidanzate (figli compresi) al seguito, che al primo passaggio da Corvara avevano, come di consueto, l’oneroso compito di passare la borraccia e di raccogliere gli indumenti (manicotti, gambali e mantelline) che ormai non servivano più ai loro “Campioni”. Il tifo è d’obbligo, ovviamente, ma questo non è mai uno sforzo, qui alla Maratona è tutto naturale, spontaneo e genuino, un momento di raccolta unico per famiglie e amici, che difficilmente si nota da altre parti e in altri contesti granfondistici. Sulle rampe del Campolongo, sia al primo, ma soprattutto al secondo passaggio dei ciclisti, dopo che avevano compiuto il Sella Ronda, oltre allo sport, si respirava aria di salute, di amicizia, di compagnia, di spirito di aggregazione, di rispetto verso la natura, di purezza e di “Amore”, appunto il tema di quest’anno. Uno dei momenti più duri della Maratona non è, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, quello della scalata del Giau, del Sella o del Pordoi ma, senza dubbio, quello della sveglia, prestissimo, poiché dobbiamo essere in griglia dalle 5 alle 5,30 del mattino. Specie per chi vi scrive, dato che si cerca di documentare con foto e mini interviste le prime impressioni dei Vip, dei pretendenti alla vittoria e di chi invece vorrà semplicemente godersi il panorama, credo oltre due terzi dei 9.000, specialmente tra gli stranieri. Quindi ecco che ad aprire le danze della mia ottava Maratona ci pensa quel tremendo trillo del mio cellulare alle tre di domenica mattina. Fuori è buio pesto, devo accendere le luci della camera e del bagno. Apro l’acqua del rubinetto del lavandino per darmi una scollata sulla faccia dal sonno, ma è gelata! Ovvio, è l’acqua che arriva dalle Dolomiti, meglio sbrigarsi a ruotare il miscelatore verso il colore rosso a sinistra. Faccio stretching, poiché la mia schiena a freddo non carbura e rischio dei blocchi (causa un’ernia al disco cronica), apro la porta dell’ampio terrazzo dell’Hotel Italia che dà proprio sulla Strada Col Alt, la via principale di Corvara, per controllare la temperatura, ma d’istinto la richiudo subito, fa un freddo cane e le nuvole sono ancora basse, come da previsioni. Ed è da questo momento in poi che tra il sonno, il viso schiaffeggiato dall’acqua gelata e il freddo che inizia ad accapponarmi la pelle che inizio a domandarmi: ma dove vado??? Chi me lo fa fare??? E la risposta è lì davanti a me sulla maglia Castelli e sul gilet Carvico (che fanno parte del pacco gara) dove sul rosso fiammante c’è la scritta Amur. L’Amore per la bicicletta e per queste montagne, ecco cosa me lo fa fare. Ma non c’è troppo tempo per pensare, devo scendere a fare una colazione leggera. Anche il comfort e l’accoglienza sono fondamentali per affrontare serenamente la Maratona delle Dolomiti. Dormire bene, riposare e trovare una buona cucina nutriente è fondamentale per scalare i sette passi dolomitici in programma alla Maratona. In un bike-hotel attrezzato come l’Hotel Italia, un bellissimo albergo in stile sudtirolese, dove ho trovato dal deposito bici con lavaggio al parcheggio auto di fronte all’entrata; dal centro benessere ad una cucina a base di carboidrati e proteine (dove il buffet della cena era di per sé una cena stessa); alla comodità di essere nel centro di Corvara. Sul tavolo della colazione non mancava mai un ottimo strudel, altre torte tipiche, cereali con yogurt fresco, così come uova ed affettati con varie scelte di pane. E come sanno tutti i ciclisti un’ottima colazione prima di uscire in bici è fondamentale! Ma anche prima di uscire a sciare, dato che Corvara è anche una delle mete più gettonate al mondo per trascorrere splendide settimane bianche invernali! Ma presto dovrò lasciare il comfort della mia camera e la tavola imbandita da gustosi dolci compromettenti per salire in sella alla mia bici. È il momento della vestizione, con il dubbio di cosa indossare; quindi gonfio i tubolari, prendo borracce, gel e barrette ed esco dall’albergo, pronto a salire in bici ed affrontare il freddo delle basse temperature (6°C) unite alla discesa fino a La Villa. Per fortuna qualcuno ha inventato (chissà come e chissà quando) di indossare quelle tute da imbianchino bianche, che fungono da antivento, ottimo ed economico (dai 2 ai 5 euro), un “usa e getta” molto utile. Ma attenzione a dove si getta, altrimenti Michil si arrabbia e ci squalifica, ed ha ragione!!! Quella della tuta da imbianchino è un’idea che poi è stata copiata da molti, a cui quest’anno ho aggiunto anche una bella pagina di giornale e la vera mantellina antivento, oltre che al bellissimo gilet antivento rosso fiammante. Un ottimo indumento by Carvico, un gilet tecnico performante realizzato in collaborazione con Castelli, che quest’anno è stato usato da moltissimi dei 9.000, sia il giorno della Maratona, ma anche quelli precedenti e quelli successivi (per i fortunati che sono rimasti), colorando di rosso e quindi di Amur le strade delle Dolomiti. Un completino veramente bello che poteva essere completato con pantaloncini, guanti, calze, manicotti, casco (by Kask), ecc. recandosi allo stand Castelli di Pedraces (adiacente alla zona Expo) oppure una volta rientrati a casa attraverso lo shop-online della Maratona. Leggero, molto funzionale, versatile, confortevole e tecnico allo stesso tempo, il gilet Carvico ha una caratteristica unica: è stato realizzato con un tessuto a dir poco esclusivo ed emblematico, si chiama “New Maratona” ed è un prodotto fuori collezione, creato solo per la Maratona dles Dolomites – Enel 2017! Dopo un po’ che sono in griglia, arrivano i primi Vip, tra cui l’amico Matteo Marzotto. Con Matteo, che è un grande appassionato di ciclismo ed un ottimo atleta, ho già condiviso qualche granfondo e pedalata insieme negli eventi solidali in favore della FFC (Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, di cui Marzotto è Vice Presidente).

Ma nel parterre dei personaggi famosi, che ogni anno sono ospiti nella griglia rossa della Maratona dles Dolomites incontro anche da Paolo Bettini a Christian Zorzi, da Davide Cassani a Manfred e Manuela Mölgg, da Roberto Sgalla a Rodolfo De Benedetti (CIR), e molti altri ancora. Mentre ospite d’onore è sicuramente Sir Bradley Marc Wiggins accompagnato da Fausto Pinarello.

Pronti via, alle 6,30 in punto si parte. Le vette del Gruppo Sella sono ancora immerse nella nebbia e le strade umide dalla pioggia dei giorni precedenti. Il serpentone si muove alla volta di Corvara per poi allungarsi sulle rampe del Campolongo: è questa la foto magica della Maratona dles Dolomites, a cui si aggiungono le immagini mozzafiato riprese dalle telecamere Rai attraverso gli elicotteri che sorvolano i cieli dell’Alta Badia per la lunga diretta di sei ore che ogni anno va in onda su Rai3. Nelle salite si ha anche il tempo di guardarsi intorno, potrebbe sembrare di sognare, ma non è così, il panorama che si apre di fronte ai nostri occhi, specialmente alle prime luci dell’alba (il momento più bello), è tutto reale ed è quello che ci mostra un vero paradiso terrestre. Ed è da questo momento in avanti che, immediatamente e magicamente, dimentico il disagio della sveglia “notturna”, del freddo per scendere fino a La Villa e dei sacrifici fatti negli allenamenti per poter affrontare la Maratona. Da qui in poi si scatena l’Amore verso la bici e queste montagne e sarà tutto un susseguirsi di gioie ed emozioni fino all’arrivo. Non mi pento di niente ed anzi, inizio subito a pensare “speriamo di poterla rifare anche il prossimo anno”. Un pensiero che si amplifica sempre di più ogni volta che con l’auto lascio alle spalle le guglie delle Dolomiti nel rientro verso casa. Dai boschi spuntano i cervi e le marmotte che corrono sul verde dei prati, mentre i falchi spiccano il volo dalle guglie delle cime dolomitiche nel blu del cielo. La fatica si fa sentire, si certo, ma così come arriva, altrettanto rapidamente svanisce, perché sono distratto dall’ambiente, dalla maestosità della Natura. Scendo facendo attenzione alla strada umida che dal Campolongo si fionda giù fino ad Arabba, per poi risalire subito verso la lunga ascesa del Pordoi. Ed è qui che ritrovo Christian Zorzi con il quale avevo fatto due battute il giorno prima sul Gardena. Il sole si alza, i colori cambiano, l’elicottero della Rai fa molto rumore, disturba quasi, ma documenta un evento nel migliore dei modi, con le sue riprese mozzafiato dall’alto, una visione che altrimenti sarebbe riservata solo ai nostri amici volatili. Noi abbiamo quella dal basso, ma dal basso si sentono anche i profumi della natura.

Questa volta ho montato una piccola borsa sul telaio della bici, nella quale riesco facilmente a tenere pronta all’uso la mia macchina compatta ed il telefono per fare (da buon reporter) qualche foto e video. Alla Maratona ci possiamo godere ogni minuto, ogni secondo, ma il tempo vola e siamo già sulla discesa del Pordoi. Stringo i denti e tiro su la zip del gilet rosso dell’Amore, perché anche questa sarà fredda. Come la discesa finisce, la strada si inerpica di nuovo verso il bivio che ci porta al Sella. Il Passo Sella e la sua discesa rappresenteranno l’ultima preoccupazione di giornata legata al freddo, poiché una volta imboccata la doppia scalata verso il Gardena le temperature si alzeranno anche se il cielo rimarrà cupo. Una volta sceso il Gardena, avremo completato il cosiddetto Sella Ronda; pochi vogliono girare verso l’arrivo del percorso Classico, concludendo qui la loro Maratona. I più proseguono alla volta del Medio e del Lungo, anche perché non vogliono perdersi il tifo di parenti e amici che per più di due ore li hanno attesi a Corvara e sui tornanti del Campolongo. Per poi passare a Falzarego e Valparola se si opta per il medio, oppure a Santa Lucia, il mitico e duro Giaù, e quindi l’accoppiata Falzarego e Valparola, se si opta per il lungo. Sicuramente, il lungo è un percorso che necessita una buona preparazione, ma se lo si affronta con lo spirito dell’“Amur” anche le fatiche del Giau verranno alleviate dallo splendido paesaggio che ci circondava. Tra una pedalata e l’altra, basta infatti alzare la testa verso l’alto per ammirare il grigio chiaro dei Monti Pallidi e il verde dei prati che si slanciavano verso il blu del cielo. Poi giù verso Cortina, con il manto stradale perfetto, asfaltato di recente per i passati giri d’Italia. Dopo la bellissima discesa, dove la chiusura delle strade ci consente di godere a pieno la bicicletta, eccoci al bivio per il Falzarego. L’ascesa non è impegnativa e, ormai, lungo queste rampe si può già iniziare ad assaporare il compimento di un’altra impresa. Gli ultimi due chilometri del Valparola sembrano quasi uno scherzo in confronto a quello che ho fatto fin adesso. I bravissimi fotografi di Sportograf (l’agenzia ufficiale accreditata alla Maratona) scattano ancora foto, poi si scollina, allacciando ancora una volta il gilet rosso dell’Amore e giù in discesa fino a La Villa. Anche quest’anno, il Comitato Organizzatore ha voluto lasciare quella che fu la novità introdotta nel 2014, ossia il Muro del Gatto che doveva essere affrontato da tutti i ciclisti sia del percorso medio che del lungo. Durante il passaggio da La Villa, dopo il bivio per Corvara, si svoltava a destra imboccando la salita del “mür dl giat”, come viene chiamata in ladino. Una deviazione di 200 metri con una pendenza massima del 19%. Ad incitare i ciclisti c’era una fan-zone, dove gli appassionati e amici dei partecipanti potevano vedere la lenta scalata. Per concludere, un grande plauso va sicuramente e come sempre al Comitato Organizzatore della maratona, che di forze ne impiega veramente tante; oltre al Deus Ex Machina Michil Costa (Presidente) e Claudio Canins (Segretario Organizzativo), vede dietro le quinte coloro che sono i veri protagonisti della Maratona dles Dolomites, ossia i 1.500 volontari senza i quali tutto ciò non sarebbe possibile. Vi ricordo che il servizio fotografico ufficiale della gara è stato realizzato dall’agenzia Sportograf . Tutti i partecipanti alla Maratona, hanno potuto acquistare le loro foto e video tramite l’efficientissimo sito dell’agenzia ufficiale, che fin dal lunedì sera aveva già reso disponibile il pacchetto comprendente stupende immagini scattate da esperti fotografi nei punti più strategici del percorso.

Maratona dles Dolomites
http://www.maratona.it

 

 

 

 

 

Uff. Stampa Maratona dles Dolomites
Pizzinini Scolari Comunicazionehttp://www.pizzininiscolari.com

 

 

 

Hotel Italia, Corvara
http://www.hotelitaliacorvara.it – 0471.836.082

 

 

 

 

Bike Rent- Noleggio Bici
Sport Kostner, Corvara
http://www.sportkostner.com – 0471.836.933

 

 

 

 

 

 

 

 

Classifiche
https://services.datasport.com/2017/velo/maradolo/

Agenzia Foto

Sportograf

 

 

 

 

 

 

 

PhotoGallery:

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