HERO Südtirol Dolomites: “I Did It”

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Era questa la grande scritta con cui l’edizione 2016 accoglieva all’arrivo quei coraggiosi che hanno osato sfidare la granfondo di mountainbike più dura al mondo. E solo dopo aver tagliato il traguardo tutti hanno ricevuto la medaglia che gli conferiva il tanto desiderato titolo di EROE! Ecco cos’è che da 7 edizioni attira e fa crescere in maniera esponenziale ogni anno questa meravigliosa granfondo riservata alle ruote grasse

Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi, Uff. Stampa Hero e Sportograf

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Se nel 2010 la HERO Südtirol Dolomites era partita con 400 partecipanti, con questa 7ma edizione gli iscritti sono arrivati a 4.016, in rappresentanza di 50 nazioni e 103 province italiane. Ossia dieci volte tanto in soli sette anni! “Sono questi numeri che confermano il successo della nostra manifestazione, ma che ci richiedono un grande sforzo e un costante impegno – ha dichiarato Genni Tschurtschenthaler, general manager della macchina organizzativa – e siamo molto attenti a mantenere lo sviluppo di questa manifestazione in parametri di sostenibilità molto precisi, per valorizzare le nostre montagne”, le Dolomiti, appunto.

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Nella mia mente ci sono ancora indelebili i bellissimi ricordi del 2015, la prima volta che ho avuto la fortuna di essere anch’io coinvolto dall’atmosfera magica e dal fascino della Hero, che durante il lungo weekend in cui va in scena avvolge tutta la Val Gardena. sportograf-81044137_lowresMemore di questa fantastica esperienza e sollecitato dagli organizzatori nonché dalla direzione dell’Hotel Oswald, di cui sono stato ospite l’anno scorso, non potevo rinunciare al loro nuovo all’invito. Quindi giunto alla terza settimana di giugno, che attendevo con ansia e trepidazione, ho fatto le valigie, ho preso la mia nuova Specialized Stumpjumper HT (preparata per questa gara da Cicli Taddei) e giovedì 16 giugno sono partito alla volta delle Dolomiti.20160617_114233 copy

Grazie ad una macchina ampiamente collaudata e alla propria offerta innovativa, gli organizzatori della HERO Südtirol Dolomites erano già stati premiati quattro anni fa dalla federazione internazionale ciclistica UCI con l’assegnazione dei Mondiali Marathon che sono andati in scena proprio l’anno scorso. Appena due anni dopo la prima edizione, ossia nel 2012, la HERO entrò subito a far parte dell’UCI Marathon World Series, la Coppa del Mondo riservata alle lunghe distanze. sportograf-81006327_lowresQuindi, oltre alla classica HERO, anche la prova di Coppa del Mondo di quest’anno ha di nuovo stimolato un significativo impulso per il turismo dedicato alla bici in Val Gardena e sull’adiacente Sellaronda. “La HERO è sempre più la gara dei desideri dell’appassionato di mountain bike, ed è un valore aggiunto per il turismo delle nostre montagne”, ha dichiarato il presidente del comitato organizzatore Gerhard Vanzi.

Harald Wisthaler - wisthaler.comIl turismo legato alla mountainbike e alla bici in generale porta con sé un grande potenziale, facendo si che la stagione estiva inizi prima, dando di conseguenza ai posti letto e agli impianti di risalita l’opportunità di essere sfruttati pienamente. Data l’importanza dell’evento, sabato 18 giugno la Coppa del Mondo è stata trasmessa in diretta su Eurosport in 67 paesi tra Europa, Asia e Pacifico, mostrando le quattro vallate intorno al Sellaronda in luoghi di grande attrazione per chi ama la mountainbike. sportograf-81052840_lowresNon a caso, da domenica 19 giugno e per tutta l’estate 2016, è scatto il progetto “HERO Trails”: grazie alla collaborazione di esperte guide di mountainbike che lavorano nelle quattro valli intorno al gruppo del Sella, sono stati individuati settanta itinerari classificati in base alla difficoltà (facile, medio ed esperto) e alla specialità (single trail, pleasure trail ed e-bike trail).

DSC_3647 bis copyUna ricaduta economica che già si misura in occasione della HERO: “Ogni edizione genera per la Val Gardena solo nel fine settimana della HERO circa 8.000 arrivi e pressappoco 20.000-23.000 pernottamenti, che si traducono in un valore aggiunto di tre milioni di Euro – sottolinea Gerhard VanziSi aggiunga a ciò il valore della comunicazione dell’evento di 2 milioni di Euro con la trasmissione live in 67 paesi in tutto il mondo che porta in Alto Adige centinaia di biker con le loro mtb per solcare i nostri HERO trails”. P1050705 copy

Un successo organizzativo che ripaga anche lo schieramento di oltre 600 volontari, che hanno curato ogni aspetto della giornata. “Una presenza silenziosa e fondamentale – aggiunge Peter Runggaldier direttore tecnico del tracciato – per assicurare un evento senza intoppi e in totale sicurezza”.

DSC_3497 copyDopo la simpatica e consueta Hero Kids del venerdì pomeriggio, che ha visto i giovanissimi centauri darsi battaglia per le vie ed i prati di Selva, l’evento clou del lungo fine settimana era, ovviamente, la HERO Südtirol Dolomites che ha aperto le danze sabato 18 giugno con la Coppa del Mondo Marathon UCI, dando la precedenza alle donne, la cui partenza era fissata per le 7,10 del mattino, a cui seguiva quella degli uomini alle 7,20.

Harald Wisthaler - wisthaler.comAlla corsa in rosa era riservato il percorso più facile (si fa per dire) di 60 km con un dislivello di 3.400 metri, mentre ai maschietti era riservato il percorso tosto di 87 km con un dislivello di 4.700 metri.

DSC_3643 bis copyQuesti erano i due classici tracciati sui quali, previa scelta fatta al momento dell’iscrizione, si cimentavano anche i restanti 4.016 biker amatoriali suddivisi in 16 griglie, con partenze scaglionate a 5 minuti l’una dall’altra, dando ovviamente la precedenza a chi avesse affrontato il percorso Marathon. E se per qualsiasi motivo si voleva cambiare percorso, lo si poteva fare, ma a differenza di altre granfondo non si sarebbe risultati in classifica.

P1050707 copyIo mi sono registrato sul lungo di 87 km, ed ho ricevuto il numero con la targhetta rossa, mentre chi ha optato per i 60 km aveva la targhetta arancione, così come erano i colori delle frecce che segnalavano il percorso. Per la cronaca, il 69,9% del percorso era sterrato, il 16,8% su single-trail e solo il 13,3% su strada.

Il bello di questa tanto giovane quanto altrettanto innovativa e strabiliante manifestazione è che tutto, o quasi tutto, si svolge a Selva di Val Gardena.

DSC_3462 copyDal ritiro dei pacchi gara, che si trova allo Stadio del Ghiaccio, il pasta-party e le premiazioni, che sono 200 metri più avanti alla Medal Arena e la zona Expo che è in pieno centro di Selva, a fianco della strada principale (da cui parte la granfondo) nella Piazza Nives.

Hotel Oswald_7Gli alberghi sono tutti molto vicini e comodi, anche se qualcuno preferisce alloggiare tre chilometri più a sud, a Santa Cristina o addirittura ad Ortisei. Io ho alloggiato all’Hotel Oswald, proprio di fronte alla piazza Nives, un bellissimo albergo in stile sudtirolese, dotato di un deposito bici con lavaggio, centro benessere comprensivo di servizio massaggi specifici per il ciclista, di cui conviene approfittare subito al venerdì pomeriggio, ossia il giorno prima della gara.

D’altronde, anche Oswald è uno dei tanti bike-hotel attrezzati per offrire al ciclista tutto ciò che necessita, compresa una cucina a base di carboidrati e proteine. Alla colazione non mancava mai un ottimo strudel, altre torte tipiche, cereali con yogurt fresco, così come uova ed affettati con varie scelte di pane. E come sanno tutti i ciclisti un’ottima colazione prima di uscire in bici è fondamentale! P1050672 copyLa mia griglia era la n. 3, quindi soli 500 metri più avanti sulla Str. Mëisules da cui parte la Hero. La mia partenza era prevista per le 7,30 anche se vi è l’obbligo di entrare in griglia entro la mezzora precedente l’orario di partenza stabilito, pena la retrocessione all’ultima griglia. Ma io esco un’ora prima, posiziono la mia bici in griglia per poi andare a fare subito qualche scatto ai professionisti delle ruote grasse. Coriandoli e fumogeni ovunque, lo spettacolo ha inizio e l’adrenalina inizia a salire per tutti, pubblico compreso, specie grazie allo speaker degli speaker, il mitico Paolo Mutton. P1050687 copyPartiti coloro che si giocano la Coppa del Mondo, sia donne che uomini, torno al mio posto che nel frattempo si era riempito di biker uno accanto all’altro. La mia tattica è quella di partire con mezza borraccia, poiché al pronti via si va subito in salita, prima asfalto per un paio di chilometri al 12% e quindi si attacca il Dantercepies su sterrato, che parte subito con uno strappo al 23%, per poi proseguire per altri 5,6 km fino alla stazione sciistica che si trova a 2.298 metri di altitudine. Anche se il cielo è completamente azzurro senza una nuvola, ma vista la temperatura bassa (7°C) prevista ancora più bassa sui passi (fino a 2,5°C, con possibilità di pioggia e grandine) porto con me uno zaino in cui vi sono guanti, mantellina e gilet di ricambio. P1050581 copyOvviamente non può mancare la mia inseparabile macchinetta fotografica compatta, il telefono ed una GoPro sul manubrio. Quindi meglio limitare il peso della borraccia al minimo necessario, tanto in salita berrò poco, e in discesa mai, le mani dovranno stare ben strette sul manubrio.

 

Il bello della Hero è che ad ogni ristoro (e ce ne sono 5) si troveranno borracce della Enervit (con logo dedicato) già riempite con sali, oltre a barrette e gel. Tra l’altro lo sponsor tecnico non si è risparmiato per niente, in quanto si trovavano in abbondanza sia i gel Enervitene Sport Competition da 60ml che le barrette Power Sport. DSC_3550 copyNelle mie tasche, Elena Casiraghi (esperta in nutrizione dell’Equipe Enervit) mi aveva rifornito sia di gel da 25ml che di barrette Power Time. Dopo questa prima asperità, che conviene affrontare molto regolare, scendiamo al Passo Gardena, per poi proseguire verso Colfosco e quindi Corvara, dove ci aspetta la successiva lunga risalita fino al rifugio Pralongià (2.157 metri di altitudine). VSF_1816Durante questi primi 20 chilometri mi ricordo quella regola che l’anno scorso mi aveva insegnato Iader Fabbri (Nutrizionista della Nazionale di Ciclismo, presente insieme a Matteo Marzotto) ossia di “bere, bere, bere”, si perché il vero nemico della Hero possono essere i crampi, vista la lunghezza e la durezza delle salite. P1050734 copyMa il mio problema oggi, molto probabilmente, potrebbe essere un altro, ossia quelle previsioni che, se dicono il vero, dalle 11,00 del mattino in avanti mettono possibilità di forti temporali con grandine. Ma al momento è tutto tranquillo, sembra che l’estate stia veramente esplodendo e mi godo il panorama, mi fermo a fare foto qua e là ai biker che spingono la bici sulla Dantercepies e sul Pralongià e continuo a registrare il video con la mia GoPro che mi serviranno per raccontarvi questa meravigliosa esperienza. P1050723 copyDal Pralongià scendiamo fino al Passo Campolongo, in un attimo mi viene in mente la Maratona delle Dolomiti, questi sono anche i suoi paesaggi e i suoi panorami, e mi ricordo che tra due settimane passeranno su quei passi gli stradisti. Dal Campolongo, dove normalmente durante l’altra festa (quella della Maratona, appunto) al venerdì e al sabato tutti si fermano a fare la foto a fianco del cartello con il nome del passo, veniamo dirottati dallo staff nel sentiero del prato adiacente, e poi giù in picchiata verso Arabba. P1050767 copyAl ristoro via la borraccia, che nel frattempo avevo “seccato”, ne prendo una nuova, un pezzo di dolce ed un gel. Poco dopo Arabba, inizia la scalata più difficile e temuta verso il Sourasass (2.351 metri di altitudine), il “tetto” della corsa, che comprende la tanto famosa quanto temuta salita dell’Ornella. Semplicemente perché le sue pendenze, che vanno dal 23 al 33 %, costringono i più a spingere la bici, anche per più di un chilometro e per circa un’ora. Pazienza, questa è la mountainbike e anche questo fa parte del prezzo da pagare per potersi fregiare del titolo di Eroi alla Hero. P1050747 copyQuindi pensieri da una parte, capo basso e continuare a spingere. Già, poi mi ricordo che io devo anche documentare la gara, questi momenti sono fondamentali, e quindi mi fermo, metto giù la bici, stando attento che non scivoli a valle, e cerco di aspettare il momento giusto per lo scatto che meglio possa raccontare questi passaggi e ricordi che rimarranno indelebili, per sempre! P1050740 copyIl tempo scorre, non importa, non sono qui per “fare” il tempo, ma per capire e raccontare come mai in soli 7 anni questo evento è cresciuto 10 volte tanto e perché tutti vogliano diventare degli “Hero” e dire “I Did It”. L’Ornella mi sta aiutando molto in questo! Mentre spingo la mia Stumpjumper HT, per fortuna più leggera rispetto alla Comp che avevo l’anno scorso (anche se poi alla fine con lo zaino ho più peso da portare dietro che nel 2015), mi domando: “ma come l’avranno fatta i prof ?”. E solo il giorno dopo Juri Ragnoli (quinto all’arrivo) mi racconterà che i primi dieci non sono mai scesi e l’hanno fatta tutta pedalando; gli stringo la mano, gli batto una pacca sulla spalla e gli faccio i complimenti. Ma tutta questa fatica non è sprecata, serve per farci godere dello scenario meraviglioso delle Dolomiti (Patrimonio Mondiale dell’Umanità) che quest’anno a causa dell’estate che tarda ad arrivare ci mostra ancora i muri di neve ai lati dei sentieri. Stop per foto e video obbligatori.

P1050751 copyQuindi giù in discesa, alla volta di un altro mitico passo dolomitico, il Passo Pordoi, prima che inizi la discesa per Canazei. Qui la situazione meteo inizia a cambiare, con il cielo che nel frattempo si è completamente coperto nella direzione della Val di Fassa e dell’Alpe di Siusi, proprio dove dobbiamo andare noi. DSC_3621 bis copySul Pordoi la pioggia si trasforma addirittura in leggera grandine e tutto questo fa presagire che da qui in avanti la situazione sarà tosta. Mi metto la mantellina in GoreTex della Gore Bike Wear, appena acquistata, che mi salva da freddo e pioggia (non lascia passare proprio niente ed è traspirante) e proseguo con l’intenzione di valutare la situazione a Canazei.Ma durante la discesa ci sono dei veri e propri muri di fango con pendenze oltre il 30% “condite” con rocce e radici viscide. P1050762 copyAnche chi scende a piedi e prova a tenere la bici al fianco scivola e capitombola. Ne faccio una, ne faccio un’altra e poi alla terza mi fermo e chiedo al personale dello staff come sia la situazione sul Passo Duron, la penultima salita che ci avrebbe di nuovo portati oltre i 2000mt di altitudine. Mi dicono che piove e grandina. Humm, rifletto un attimo e visto che anche se ho gli indumenti necessari nello zaino, non reggo bene il freddo, decido, ahimè, di interrompere qua la mia avventura. P1050759 copyPeccato perché avevo superato il peggio ed avevo già percorso 55km con oltre 3000mt di dislivello. Praticamente potrei dire di aver fatto il percorso corto, ma questo mi servirà anche di stimolo per tentare di nuovo l’anno prossimo l’impresa che nel 2015, per la prima volta, avevo portato a fine.

Chi prosegue, una volta giunto a Canazei, si dirige in direzione di Campitello, dove si troverà a circa 60 chilometri di percorso, con oltre due terzi di gara fatti.

VSF_3728Nonostante il tentativo di risparmiarsi e non esagerare, la stanchezza qua comincerà a farsi sentire un po’ per tutti. Ma è proprio da qui in avanti che chi prosegue dovrà stringere i denti in vista dell’ultima vera fatica, quella che porta i biker verso il Passo Duron, che in questa edizione 2016 accoglie gli Eroi con pioggia e grandine. c-www.wisthaler.com_16_06_hero_rennen_HAW5_6998 -119 (1)Il freddo è un problema, in quanto da qui in avanti c’è una lunga discesa verso l’Alpe di Siusi, dalla quale viene affrontato l’ultimo “dente” rappresentato dal Monte Pana. Ma da qui in poi rimane veramente tutto alle spalle, credo che i biker arrivati fin lassù abbiano più di un motivo per non mollare e resistere fino all’arrivo di Selva di Val Gardena dove li attende una grande festa e dove tutti saranno degli HERO.

P1050787 copyNel frattempo che i comuni biker stanno ancora soffrendo a metà percorso, gli Eroi della Coppa del Mondo non si sono risparmiati per niente sui cinque passi (Gardena, Campolongo, Pordoi, Sella e Duron) nella gara più dura al mondo, partita e arrivata a Selva. c-www.wisthaler.com_16_06_hero_rennen_HAW_6939Alla fine l’ha spuntata Leonardo Paez, il biker in forze al team Olympia Polimedical, che ha concluso il tracciato di 86 chilometri in 4:34.51. Una prestazione di alto livello, quella del colombiano di stanza in Italia, che con il successo di sabato 18 giugno scrive per la quarta volta il proprio nome nell’albo d’oro della HERO. Le preoccupazioni della vigilia circa lo stato di forma di Paez hanno preoccupato un po’ il team del colombiano che in questa stagione ha gareggiato anche nelle prove Cross Country nel tentativo di staccare il biglietto verso la prova olimpica di Rio, ma senza successo. c-www.wisthaler.com_16_06_hero_rennen_HAW_7776Chiuso il capitolo a cinque cerchi, Leonardo è tornato a concentrarsi sulle lunghe distanze e soprattutto a ripetersi nella gara che lo ha visto vincitore nel 2012, 2013 e 2014. Paez ha lasciato alle sue spalle due agguerriti avversari come il tedesco Markus Kaufmann del team RJC Ravensburg e Daniele Mensi del team Top Race Team ASD, che sono arrivati quasi appaiati ma a oltre 5 minuti dal colombiano.

Sono molto contento di questa quarta vittoria, ringrazio la squadra per avermi sostenuto e affiancato in questa gara – ha dichiarato il vincitore Paez sulla prima salita ho tenuto un’andatura regolare, i tedeschi Kauffman e Käß erano davanti a me, ma sapevo che la gara era ancora molto lunga. Li ho ripresi nella discesa verso Corvara e da lì in poi ho proseguito da solo fino alla vittoria”.

DSC_3699 copyGara ad alto contenuto agonistico anche tra le donne che ha visto Sally Bigham del team Topeak Ergon Racing sconfiggere la concorrenza della polacca Michalina Ziolkowska, portacolori del Volkswagen Samochody Uzytkowe Team, e Maria Cristina Nisi del team Bike Garage Revolutiom.

È stata una gara molto dura, lunghe salite e discese molto ripide – ha dichiarato la vincitrice Sally BigHam e ho trovato il percorso difficile e tecnico, anche a causa delle condizioni del tracciato. La Hero è una gara speciale con un ‘atmosfera incredibile. Nonostante le mie due cadute scendendo dal Passo Pordoi sono contenta di non essermi fatta male, anche in previsione dei mondiali di settimana prossima”.DSC_3510 copy

Nel percorso corto di 60 chilometri, ma non per questo poco impegnativo, visti i 3.300 metri di dislivello da superare, affermazione di Jhonny Cattaneo del team Wilier Force Squadra Corse che ha fermato il cronometro sul tempo di 3:30.32,2. La festa della Hero si è conclusa alla sera quando alle 21,00 erano in programma le premiazioni ed il concerto finale con musica dal vivo che ha visto riempirsi di biker e famiglie al seguito la Medal Plaza di Selva di Val Gardena.

Mentre per chi ancora aveva forza nelle gambe e voglia di pedalare, domenica 19 giugno era in programma l’undicesima edizione del Sellaronda Bike Day all’insegna della pedalata sulle Dolomiti senza auto. Questa giornata ciclistica non competitiva ha permesso agli amanti delle due ruote di pedalare intorno il gruppo del Sella – Passo Sella, Passo Gardena, Passo Pordoi e Campolongo – in assenza di traffico motorizzato dalle ore 8.30 alle ore 15.30. Si trattava di 58 chilometri di strada asfaltata con 1800 metri di dislivello, aperti a tutti, con tutti i tipi di bici, senza limite di età, era sufficiente uno spirito sportivo e via!

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Vi ricordo che il servizio fotografico ufficiale della gara è stato realizzato dall’agenzia Sportograf www.sportograf.com . Tutti i partecipanti della Hero, possono acquistare le loro foto e video tramite l’efficientissimo sito, che fin dal lunedì sera aveva già reso disponibile il pacchetto comprendente stupende immagini scattate da esperti fotografi nei punti più strategici del percorso.

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Classifiche

https://services.datasport.com/2016/mtb/sellaronda/

Uomini – 86 km

  1. Paez Leon Hector Leonardo COL 4:34.51,8
  2. Kaufmann Markus DE 4:40.11,0
  3. Mensi Daniele ITA 4:40.13,5
  4. Geismayr Daniel AUT 4:41.53,2
  5. Ragnoli Juri ITA 4:44.45,5

Donne – 60 km

  1. Bigham Sally GB 4:02.50,4
  2. Ziolkowska Michalina PL 4:06.37,6
  3. Nisi Maria Cristina ITA 4:25.55,8
  4. Sadlecka Magdalena PL 4:28.04,8
  5. Sommer Sabine AUT 4:31.03,1

Uomini – 60 km

  1. Cattaneo Johnny ITA 3:30.35,2
  2. Pallhuber Johann ITA 3:30.35,8
  3. Rauchfuss Marek CZ 3:38.41,0
  4. Tiberi Andrea ITA 3:39.04,4
  5. Pliem Manuel AUT 3:40.07,7

 

Südtirol Sellaronda HERO

www.sellarondahero.com

401604[1]

 

 

 

 

 

Uff. Stampa

COMeta Press / Carlo Brena

www.cometapress.it

 

Hotel Oswald – Selva di Val Gardena

www.hoteloswald.com – 0471-795.151

Hotel Oswald_1

PhotoGallery:

 

 

 

 

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