Un Mondiale Giornalisti falsato dal RiderMan.

Sono state le strade della Foresta Nera in Germania che con base a Bad Dürrheim, hanno portato giornalisti da ogni parte del mondo a partecipare al 18mo UCI World Press Cycling Championship (WPCC).

Testo di Leonardo Olmi, foto di Leonardo Olmi e Sportograf.

È stata una settimana con temperature miti, sempre intorno ai 15-20°C, quella che dal 25 settembre al 1 ottobre ha accolto la Nazionale Azzurra dei Giornalisti Ciclisti a Bad Dürrheim, nota città termale della Germania. Viste le date, si temeva il peggio, con possibilità di pioggia e freddo, ma tutto sommato il meteo è stato clemente con temperature ideali per andare in bicicletta, oltre che per godersi escursioni e visite tra le verdi colline della Germania meridionale nella regione di Baden-Württemberg. Eravamo ai confini con la Svizzera ed ai margini della mitica Foresta Nera, da dove sarebbe transitata anche la gara in linea della domenica. La location serviva anche da base sia per le conferenze stampa che per i cerimoniali di benvenuto e di saluto a tutti i partecipanti all’UCI WPCC (World Press Cycling Championship).  Tra l’altro, tutte le gare in programma, ossia la prova a cronometro individuale, quella di Sprint a squadre e la gara in linea vedevano partenza e arrivo proprio dalla Scheffelstraße, la strada principale antistante il municipio. Tutto questo per la gioia di amici e familiari che viaggiavano al seguito dei partecipanti provenienti da più di dodici nazioni diverse. Tutti rigorosamente muniti di maglia ufficiale della loro nazionale, con tanto di body per le gare contro il tempo e completino composto da pantalone più maglia per la gara in linea. Sembrava di essere ad un vero e proprio campionato dei professionisti. La nazionale italiana dei giornalisti, presieduta da Roberto Ronchi, deve sicuramente ringraziare Renato di Rocco (Presidente FCI) che si è adoperato anche quest’anno affinché i giornalisti ciclisti italiani arrivati a Bad Dürrheim, ricevessero la divisa completa della Castelli, la stessa usata dalla Nazionale italiana dei professionisti.

Chi aveva optato di unire l’agonismo al turismo era giunto in Germania con qualche giorno di anticipo oppure aveva programmato di trattenersi qualche giorno in più dopo le gare. Allungare la vacanza, arrivando in anticipo rispetto al weekend di gare, poteva essere utile anche per studiarsi il percorso della gara in linea che si sarebbe corsa domenica 1 ottobre, oltre che per godersi le terme e fare il turista, visitando castelli e piccoli borghi rurali.

Per i giornalisti che giungevano a Bad Dürrheim già da domenica 24 settembre, l’organizzazione metteva a disposizione delle guide locali con escursioni anche per le famiglie, non solo dedicate alla bicicletta. Quindi anch’io ho programmo di arrivare qualche giorno prima nella tanto decantata Foresta Nera, in modo da avere tutto il tempo necessario per provare il percorso della gara in linea, quella sulla quale puntavo tutto. Così come ha fatto l’amico e collega Daniele Baldini, con il quale a fine uscita approfittavamo dei nostri pazienti accompagnatori anche per fare un po’ di dietro macchina. Durante la ricognizione ci siamo anche andati a studiate i punti strategici per il rifornimento. Una cosa che poi non sarebbe servita, dato che l’ottima organizzazione del RiderMan, di cui vi parlerò in seguito, prevedeva rifornimenti sia dalle moto in gara, dalle quali si potevano prendere direttamente le borracce, stile alla Tour de France.

Ma il rifornimento si trovava anche lungo vari punti del percorso dove, oltre ad una tifoseria da grande giro o classica del nord, trovavamo anche volontari con borracce di sali minerali offerte da Alpechin (uno dei main sponsor) e bottiglie d’acqua. Una cosa mai vista neanche alle più blasonate, numerose e gettonate granfondo italiane! Personalmente devo confessare che, per l’ennesimo anno consecutivo, mirando ancora a fare un ottimo risultato nella gara in linea, non potevo non portare la mia Specialized S-Works che finalmente avevo equipaggiato con delle ruote serie, anzi direi le “sue” ruote, le Roval Rapide CLX40 da tubolare, lasciando perdere la concorrenza cinese con la quale ultimamente ho avuto solo cattive e pericolose esperienze. Come tutti sanno le ruote sono la cosa più importante in una bici, anche di più del telaio stesso, sono quelle che trasmettono la nostra forza e potenza sull’asfalto. Per fare questo mi sono affidato ancora una volta all’esperienza della Cicli Taddei, di Santa Croce sull’Arno (PI), fedele partner sia nelle gare su strada che quelle di mountainbike.

Il lungo weekend di gare iniziava venerdì 29 settembre dalla piazza principale di Bad Dürrheim (quella antistante il municipio sulla Scheffelstraße) con la prova a cronometro che si correva sulla distanza di 16km, alla quale sarebbe seguita, sabato 30 settembre, quella di sprint a squadre sulla distanza di 1km. Mentre la gara regina del WPCC, che come sempre è rappresentata da quella in linea, si sarebbe corsa domenica 1° ottobre. Il WPCC 2017 era stato inserito all’interno del RiderMan, un evento molto noto in Germania composto da una tre giorni a tappe che partiva proprio da una crono a cui seguivano due gare in linea, con tanto di maglie di leader per le varie categorie.

Un evento talmente noto e talmente di alto livello, tanto da far sì che anche qui, come alle più note manifestazioni ciclistiche su strada e mtb a livello europeo, ci fosse come agenzia ufficiale Sportograf con la sua squadra di esperti fotografi. La crono era la stessa dei giornalisti, così come la gara in linea della domenica. In più, rispetto al WPCC, gli amatori del RiderMan, il cui slogan è non a caso “Ride like a Pro”, correvano anche una granfondo al sabato di 110km per circa 1800mt di dislivello. Devo dire che ho notato subito un livello molto alto, specie tra coloro che si sono classificati nelle prime posizioni, che oltre ad essere molto giovani erano anche ex dilettanti e professionisti. Le medie ed i tempi ne erano netta dimostrazione, con 45kmh nella crono del venerdì e 41kmh nella granfondo del sabato. Quindi tutto molto bello e tutto perfettamente organizzato per il RiderMan che ospitava al suo interno anche il WPCC 2017, con tanto di zona expo, pasta-party, panini, birra in abbondanza (ovviamente), zona massaggi, transenne e striscioni, inclusi palloni da Giro d’Italia e tifo da Tour de France. Ma l’unica grande, anzi enorme, pecca è stata quella di far partire la nostra gara in linea solo due minuti prima della loro granfondo. Veniamo al dunque: domenica 1 ottobre alle 11 del mattino in punto, parte la gara dei giornalisti e due minuti esatti dopo parte anche lo scatenato ed agguerrito gruppo degli oltre mille granfondisti alle nostre spalle, che ci riprende dopo soli 10 km. Ovviamente, e non mi perito a dirlo, vi erano degli accordi studiati a tavolino tra alcuni dei giornalisti tedeschi di casa più forti delle categorie M1 ed M2 ed alcuni dei loro connazionali all’interno della granfondo, tra cui anche compagni di team. Il tutto era molto palese e facile da notare: avevano stesse divise, bici e pure i caschi. Tra l’altro partivano nella prima griglia, quella dietro a noi giornalisti, dove a pochi attimi prima della partenza si notavano evidenti accordi. Detto fatto, i colleghi giornalisti tedeschi sopra citati, hanno volutamente aspettato i loro connazionali, che una volta congiunti a noi hanno fatto gioco di squadra fino alla fine, falsando completamente la nostra gara. Tra l’altro, si trattava di una prova in linea da disputarsi su un percorso duro di 90km, fatto di tratti vallonati e strappi fino all’12%, con un totale di circa 1000mt di dislivello. Personalmente ho cercato di stare nelle prime posizioni fin dall’inizio, ma quando il plotone agguerrito di coloro che si contendevano la granfondo del RiderMan (incluse le maglie di leader e la vittoria nelle singole categorie) ci ha raggiunto era una lotta continua per le posizioni, con salti di marciapiede, attraversamento di rotonde e spartitraffico a oltre 50kmh e così via. Non a caso ci sono state anche molte cadute. Anche se già lo sospettavo, mi sono reso conto che quella non era più una gara in linea tra un centinaio di giornalisti (come sempre) ma una granfondo in cui una volta mescolati non riuscivi più a sapere chi erano e soprattutto dove erano i tuoi avversari. A meno che, come gli astuti colleghi tedeschi, non avessi una squadra che ti proteggeva, ti teneva avanti, ti aiutava e ti portava fino all’arrivo. Certo per fare ciò bisogna essere comunque bravi e forti, ma correre solo tra di noi gomito a gomito sarebbe stata un’altra cosa. Invece il gomito a gomito, anzi le spallate te le davi con altri che facevano un’altra gara, giustamente anch’essi la loro granfondo. Il ritmo era talmente alto che fortunatamente con il mio I-Bike Newton+6 riuscivo a controllare costantemente cuore e watt per non andare fuori giri. Così come si sono rivelati preziosissimi i consigli di due amici ex pro, i fratelli Stefano e Francesco Casagrande, con i quali mi ero allenato nei due mesi precedenti. Va bene, noi italiani siamo abituati a destreggiarci e ad improvvisare. Ma tra di noi, chi comunque ha la fortuna di fare gare in circuito e granfondo, si è arrangiato sicuramente meglio di chi fa cinque gare l’anno. Non è per fare polemica, ma rimane sempre il fatto che si è trattato di una gara falsata. Il mio quinto posto mi soddisfa comunque molto, in quanto fare 38,5kmh di media su queste distanze e dislivello mi farà archiviare quella del WPCC 2017 di Bad Dürrheim nella Foresta Nera come una delle gare più forti che abbia mai fatto in assoluto. A dimostrazione del fatto che avevo fatto un ottimo allenamento ed una meticolosa preparazione, per la quale non finirò mai di ringraziare il mio partner Inkospor per quanto riguarda l’integrazione alimentare. Chi invece poteva puntare all’oro tra noi italiani era il trentino Graziano Calovi, già pluricampione del mondo in passato, che non si è mai staccato dalla testa della corsa, ma che a 20km dall’arrivo ha rotto un ingranaggio della cassetta posteriore ed ha dovuto mollare la presa riuscendo comunque a giungere all’arrivo e prendersi la piazza d’onore. Tornando al sottoscritto credo che a 53 anni più di così non potevo fare, considerando anche il fatto che sono il più vecchio dei giornalisti nei primi dieci, con una differenza anche di vent’anni d’età ed un piazzamento nei primi trenta assoluti della granfondo. Inoltre, voglio aggiungere anche che se le categorie nei nostri campionati giornalisti non comprendessero fasce d’età di 15 anni, una cosa davvero ridicola ed assurda, a quest’ora di mondiali giornalisti ne avrei già vinti tre. Ma, comunque rimane il fatto che mi sono, anzi ci siamo divertiti, non siamo professionisti e quindi bando alle ciance e ci diamo appuntamento per il WPCC 2018 al prossimo anno in Belgio.

Video della gara / Video of the race:

UCI WPCC (World Press Cycling Championship) 2017

Agenzia Foto

Sportograf

 

 

 

 

 

 

 

Ringraziamenti:

Cicli Taddei (di Stefano Taddei)

 

 

 

 

Inkospor (integratori alimentari)

 

 

 

I-Bike (ciclocomputer)

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...