Mondiali di Ciclismo Toscana 2013

L’Italia non conquista l’oro, ma la Toscana vince con i numeri

Bilancio positivo per gli otto giorni di gare e allenamenti iridati. Le autorità confermano che il Successo dell’evento e’ da condividere con i cittadini che sono stati molto disciplinati. Bottino magro, invece, per il medagliere degli azzurri, che purtroppo portano a casa una sola medaglia di bronzo

Testo e Foto di Leonardo Olmi

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I Mondiali di Ciclismo 2013 a Firenze si sono conclusi con la parola “successo”. Un successo decretato da centinaia di migliaia di tifosi che si sono riversati sulle strade, e da centinaia di giornalisti accreditati, con la città di Firenze che è rimbalza su tutte le tv, i giornali e i siti internet del mondo. Nonostante la delusione dell’Italia, che chiude la settimana con un solo bronzo, Firenze, e soprattutto la Toscana, hanno vinto la sfida, quella di portare il ciclismo di tutto il mondo per una settimana in una regione splendida, che gli stranieri amano e ammirano da sempre per trascorrere le loro vacanze. Una vetrina mondiale di prim’ordine che non poteva essere persa o lasciata al caso.

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I Mondiali di Ciclismo Toscana2013 sono stati archiviati come uno dei volumi più belli della libreria dello sport, in Italia e nel mondo. Lo testimoniano i numeri, inequivocabili, che raccontano di un evento che sale di diritto sul podio dei maggiori eventi, secondo solo alle Olimpiadi ed ai Campionati del Mondo di Calcio. Sono numeri che suggellano un’edizione record: gli accreditati, a diverso titolo, sono stati 7.813 da 113 differenti Paesi. Nel dettaglio, i giornalisti della stampa scritta sono stati 732, da 41 Paesi, mentre sono stati rilasciati 562 accrediti a giornalisti e operatori radio/tv, di 23 differenti Paesi. Toscana2013 è stato un evento molto seguito anche a livello digitale; lo hanno sottolineato i quasi 12.000 “Mi Piace” della pagina Facebook – record di sempre per gli eventi iridati – e gli 8.000 followers dei due account Twitter ufficiali. Anche il sito internet si è distinto per seguito e attenzione visti i 500.000 visitatori unici dell’ultimo mese e la cifra record di oltre 2.500.000 di pagine visitate da tutto il mondo; una prova ulteriore che il ciclismo è uno fenomeno globale.

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Quest’ultima edizione dei Mondiali di Ciclismo è stata anche la testimonianza di un medagliere che dichiara la sua origine europea e la sua dilagante diffusione in tutti i Continenti. Vicino a Olanda, Belgio, Danimarca, Australia, Francia e Germania ci sono, infatti, nazioni che per la prima volta scrivono il proprio nome sull’albo d’oro dei mondiali. Per esempio l’Albania, con un giovane di forti qualità, e il Sudafrica, che ha migliorato con un argento il palmares finora composto da un solo bronzo nella cronometro U23 del 1997. Ma Toscana2013 è stato anche uno straordinario scenario di forte passione e tensione sportiva, di suoni e colori, di arte, storia e cultura con le splendide cartoline di Firenze, Fiesole, Montecatini Terme, Pistoia e Lucca, le cinque “Città dei Mondiali”. Luoghi straordinari, che il mondo ci invidia e che in quei giorni sono stati visitati da centinaia di migliaia di appassionati: pensate che nella sola giornata di domenica 29 settembre (durante la gara in linea della categoria Uomini Élite) sono stati ben 90.000 i fan a bordo strada tra Lucca e Firenze, e 180.000 quelli lungo il circuito cittadino tra Firenze e Fiesole. Numeri incredibili nonostante la pioggia ed il vento che hanno caratterizzato la giornata finale, dove anche il sottoscritto si è fatto quattro ore sotto l’acqua con tanto di macchine fotografiche al collo ed obbiettivi in tasca: avrei preferito essere anche io in corsa sotto l’acqua battente che non naufrago lungo il circuito cercando di riparare le mie costose attrezzature sotto gli ombrelli dei tifosi a bardo strada, che giornata! Non c’è proprio niente da fare, per essere appassionati e tifosi di ciclismo bisogna proprio essere persone speciali.

Per tutte le competizioni, ossia le gare in linea, le corno individuali e le cronosquadre, gli organizzatori della UCI avevano previsto il transito da Piazza Duomo a Firenze di fronte al Battistero e il meraviglioso Duomo di Santa Maria del Fiore con a fianco l’inconfondibile Campanile di Giotto; così come il traguardo, che per ogni gara era fissato presso il Nelson Mandela Forum, posto a fianco dello Stadio Comunale.

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Per tutte le gare in linea era previsto un circuito tra l’arrivo di Firenze e Fiesole, da ripetere un diverso numero di volte a seconda della categoria. Per gli Uomini Élite consisteva in 10 volte, 7 volte per gli U23, e 5 volte per Donne Élite e Uomini Junior. Tale circuito presentava come principali asperità la salita di Fiesole, lunga 4,4 km con una pendenza media del 5,2% e massima del 9% e, poi la discesa fino a via Faentina presso Pian di Mugnone, quindi arrivava quello che è stato definito il “muro” di Via Salviati, con una salita di 600 metri dalla pendenza media del 12% e una pendenza massima del 19,4% nel tratto finale. Dove vi assicuro è stato uno spettacolo veder salire il gruppo con la macchia azzurra degli italiani in testa a quasi ogni passaggio.

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Altrettanto stupefacente è stato vedere i corridori che sul bagnato e a pochi centimetri l’uno dall’altro danzavano sui pedali senza neanche sfiorarsi. Uno scenario che da ciclista penso sia impossibile immaginare di vedere tra gli amatori nelle granfondo. Questi ragazzi, i professionisti, sono davvero impeccabili, chapeau veramente! Tornando al percorso, una volta raggiunto lo scollino del Salviati svolta a sinistra e giù in discesa lungo la via Bolognese, con il breve tratto in salita di via Trento, discesa in via Trieste, e poi tratto cittadino in pianura con rettilineo finale di 1,5 km dalla discesa del cavalcavia ferroviario di Piazza delle Cure fino alla linea del traguardo posta lungo viale Pasquale Paoli.

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L’evento clou di tutta la settimana Mondiale, inutile negarlo, è stato sicuramente quello rappresentato dalla gara in linea della categoria Uomini Élite, che si è corso su di un percorso di 272,26 km con partenza da Lucca. Le città toscane principali attraversate durante i primi 90 km di gara che da Lucca portavano il gruppo a Firenze erano, in ordine di percorso, quelle di Montecatini Terme, di Pistoia e di Prato. Questo primo tratto in linea era quasi del tutto pianeggiante, fatta  eccezione per la salita di Montecarlo, lo “strappo” di Serravalle, e la salita del San Baronto, tutte molto ben conosciute dai ciclisti amatoriali toscani, in quanto sono spesso parte del percorso di alcune tra granfondo e gare amatoriali più blasonate della zona. La corsa entrava così prima nella provincia e poi nel comune di Firenze.

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All’interno del comune di Firenze, il percorso prevedeva, appunto, l’attraversamento del centro storico, compresi parte dei lungarni occidentali e di Via de’ Tornabuoni, la “Rodeo Drive” fiorentina; quindi si puntava dritti verso Piazza della Repubblica, per poi procedere in direzione della splendida Piazza del Duomo. Il percorso procedeva in direzione dei lungarni orientali raggiungendo Piazza Alberti e quindi l’area del Campo di Marte, dove presso il Nelson Mandela Forum, al km 106,6, aveva inizio il primo dei dieci giri del circuito di Firenze-Fiesole di 16,6 km.

Fin dai primi giri, una volta entrati nel circuito fiorentino, il forcing della Nazionale italiana ha provocato subito una grande selezione, che ha ridotto via via il numero dei corridori rimasti in gara. Ma è stato anche a causa di alcune cadute, che già fin dalle prime tornate sono fioccati i ritiri di nomi eccellenti come quelli di Horner, Evans, Daniel Martin, Wiggins, Van Garderen, Samuel Sanchez e Nicolas Roche. Mentre nel quarto giro hanno abbandonato definitivamente il Mondiale anche Froome e Nairo Quintana, staccati dal gruppo principale.

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Alla settima tornata, quando finalmente ha cessato la pioggia, si muove Giovanni Visconti, che raggiunge il fuggitivo Huzarski. Poco dopo, in discesa verso il traguardo, cadono Paolini, Scarponi e Nibali, con gli ultimi due che tuttavia riescono a rientrare nel gruppo principale. Come tutti ricorderanno, al penultimo passaggio nel centro di Fiesole, Visconti e Huzarski vengono riassorbiti dal gruppo, che torna ad essere compatto (una quarantina di unità) e lo resta anche all’inizio dell’ultimo giro. Sull’ascesa verso Fiesole attacca Nibali, che resta al comando con il solo Joaquin Rodriguez, ma vengono raggiunti in fondo alla discesa da Valverde e Rui Costa. Saranno loro quattro a giocarsi la vittoria: Rodriguez attacca, Valverde marca Nibali, mentre Rui costa, in vista dell’ultimo chilometro, va ad agganciare Rodriguez quando mancano 500 metri, per poi batterlo in volata e regalare al Portogallo la prima maglia iridata nella storia dei Mondiali di Ciclismo.

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Alla domanda: ci sono stati errori e avete recriminazioni da fare? “No, cancellerei solo le cadute“, ha replicato Michele Scarponi, fantastico quando ha innescato l’azione che ha tagliato fuori Sagan, Cancellara e Gilbert. “Nel finale il Belgio non c’era, la Svizzera nemmeno. C’era solo la Spagna, che si è rovinata con le sue mani“, aggiunge il marchigiano. Mentre quando attorno alle ammiraglie italiane è arrivato Vincenzo Nibali, esplode l’entusiasmo dei tifosi e lui è uscito dicendo: “Non sembra di essere arrivati quarti… Ho dato tutto per rientrare dopo la caduta, non volevo nemmeno risalire in bici per le botte, ma poi sono riuscito a riprendermi e ci ho provato in ogni modo. Valverde non ha fatto una volata corretta perché mi ha stretto sulla destra. Prima non potevo chiudere anche su Rui Costa anche perché non toccava a me con due spagnoli. Ci riproveremo. Questo Mondiale l’ha perso la Spagna“.

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Il CT della Nazionale Italiana Paolo Bettini ha invece commentato così: “Mi girano le balle. Questo quarto posto è molto diverso da quello di Pozzato a Geelong, perché se nel 2011 poteva esserci del rammarico oggi abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Abbiamo corso per vincere. E non ho nulla da recriminare. Preferisco arrivare quarto provandoci, piuttosto che perdere come ha fatto la Spagna“.

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